Diario di una Mistress

Eccomi qua sottomessi, curiosi, vermi e allieve... Dopo un lungo periodo di ferie dal BDSM sono tornata, più sadica che mai! Una sera vado a cena fuori con alcuni amici a Brescia, dopo diverse settimane senza dominare nessuno, ne uomo ne donna, alla cena incontro lui... Un ragazzo che non avevo mai visto, era a cena con noi perché era un amico di un amico... una tavolata di quasi 20 persone e questo ragazzo si mise a seduto affianco a me, ebbene mi presento, lui nel presentarsi abbassa lo sguardo e balbetta... ahhhh siii li riconosco bene gli uomini sottomessi e lui era uno di quelli... dopo essersi presentato mi chiede se ho sette, gli rispondo di si e mi versa l'acqua... gli dico subito "Non ti ho detto di aver sette d'acqua" lui rimane sconvolto della mia risposta, gli tremano le mani davanti al mio sguardo feroce e si corregge subito, prende la bottiglia di vino bianco e mi versa del vino, era cosi imbranato... sorrido nel vedere le sue mani tremanti e gli chiedo "Sei teso?" lui abbassa lo sguardo e mi risponde "un pochino..." Allora gli ordino di bere anche lui per rilassarsi un po'... nel mentre mi metto a chiacchierare con una amica che era seduta dall'altra parte del tavolo, sento il suo sguardo sul mio corpo, mi osservava mentre parlavo, sposto i capelli dal collo lasciandolo libero, lui in quel momento stava bevendo e si rovescia addosso il vino... mi metto a ridere, mi giro nuovamente verso di lui e gli chiedo "Ancora teso?" Lui mi risponde "Mi dispiace ma osservando la sua bellezza rimango stordito" Gli rispondo "Non devi dispiacerti, è normale che sia cosi, piuttosto renditi utile, vai in macchina e prendimi le sigarette." Gli do le chiavi della mia macchina e lui si alza, lo lascio andare e dopo pochi minuti mi alzo anch'io, vado fuori ad aspettarlo con le sigarette, appena arriva gli dico "Ci hai messo troppo!" Lui nuovamente abbassa lo sguardo e chiede scusa, gli ordino di rivolgersi a me dandomi del Voi, lui con lo sguardo basso risponde "Vi chiedo umilmente scusa." Sorrido, prendo le sigarette, me la faccio accendere da lui e soffio sul suo viso il fumo che fuoriusciva dalle mie labbra carnose e rosse... Ecco ora gli tremavano anche le gambe... Gli ordino di accompagnarmi mentre finivo la sigaretta, lui mi da il braccio la non lo prendo, stendo la mia mano destra e lui la prende tendendo le distanza come segno di rispetto e reverenza. Lo porto nel giardinetto del ristorante, eravamo sotto un pergolato ricoperto di rose rosse arrampicanti. Non c'era una panchina dove sedersi, perciò gli dico "Voglio sedermi." lui senza sapere come fare mi ha risposto "Cosa posso fare per Voi?" gli ordino di mettersi a pecora, lui spaventato del mio ordine ubbidisce senza esitare, mi metto seduta sopra di lui e finisco la mia sigaretta... Non volendo buttarla per terra mi alzo e gli ordino di aprire la mano, lui ubbidisce, lo vedevo sudare, era terrorizzato e ansioso. Gli prendo la mano e gli giro il palmo verso l'alto, mentre glie lo tengo ferma dal polso con l'altra mano spengo la sigaretta nel palmo della sua mano. Lui stringe i denti dal dolore, ma non apre bocca. Mi faccio riaccompagnare dentro il ristorante e mentre mi siedo mi avvicino al suo orecchio e gli sussurro la promessa che il dolore provato sarebbe stato ricompensato. Lui con la testa bassa sorride timidamente e mi risponde a bassa voce "Grazie Padrona." Ahhh si, ecco un altro slave fedele. Quella sera finito la cena, prendo il suo numero e gli dico che quando avrei voluto torturarlo lo avrei contattato.

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