Diario di una Mistress

Il novizio di Bergamo... Dopo la cena dove lo incontrato e dominato mentalmente, passano 4 giorni e lo chiamo, "Ciao schiavetto, sono Natasha la tua Padrona." Ecco che balbetta nuovamente, "Padrona che bellissima sorpresa la Vostra chiamata." io annuisco e gli rispondo "Mi pare ovvio che sia una bella sorpresa, muoviti e vai al hotel Cristal, quello in collina, non ho tempo da perdere perciò hai tempo 30 minuti per arrivare." Erano le 16 del pomeriggio e lui era al lavoro, ma molla tutto e parte per venire da me, io però anzi che essere all'hotel alle 16:30 come avevo ordinato a lui, arrivo alle 17:30, un'ora dopo... Appena salgo in camera lui apre la porta e subito mi dice "Vi aspettavo da un'ora Padrona." Davanti a quella frasi, lo spingo leggermente all'interno della camera, in modo ammiccante, con un sorrisino sulle labbra chiudo la porta dietro a me e gli tiro un schiaffo in faccia, talmente forte che lui cade per terra, cerca di rialzarsi ma io lo prendo per il collo e lo riporto a terra, "D'ora in poi non rivolgerti la parola a me se non vieni interpellato e non azzardarti ad alzarti da terra, comportati per quello che sei, un verme inutile!!!" Lui si mette a gattone con la testa bassa e mi risponde "Scusami Padrona, ti prego" Lo prendo per il collo e gli metto il guinzaglio, gli salgo sopra a cavallo e gli ordino di accompagnarmi a letto. Lui gattona fino al letto. Mi metto a sedermi sul letto e gli ordino di togliermi le scarpe, lui ubbidisce, gli ordino di massaggiarmi i piedi, lui lo fa... ovviamente... Poi con il piede destro gli tocco la faccia, lui apre la bocca ed io infilo le dita dentro, gli ordino di aprire di più e glie lo infilo più in fondo... Lo stavo soffocando con il mio piedi e lui iniziava a lacrimare gli occhi, tiro via il piede della sua bocca e gli dico "bravo verme." Poi lo spingo con i piedi sdraiato a terra, resto in piedi scalda e inizio a calpestarlo, prima il torace, poi la pancia e finisco su i suoi genitali...! Lui inizia a soffrire ed io a godere... scendo dal suo corpo e mi avvicino a gambe aperte sopra la sua faccia, indossavo un vestito in pelle, lo tiro su leggermente e mi sposto le mutandine della figa, mi abbasso verso la sua faccia e gli schizzo in bocca la mia urina, lui la beve tutta, ma si sporca la faccia, prendo la frusta e gli ordino di togliersi la camicia, gli ordino di usarla per pulirsi la faccia e per ultimo gli ordino di restare sdraiato fermo. Mi giro voltandomi verso la sua pancia con la frusta in mano, scendo con la figa sulla sua faccia e la premo contro le sue labbra avendo il mio culetto sul suo naso, resto seduta sulla sua faccia in questo modo e inizio a frustarlo, sempre più forte...! Avevo una frusta a punta da cavallerizza e dopo avergli frustato la pancia mi inclino verso il suo genitale e gli frusto i testicoli, ad ogni suo urlo io premo la figa più forte contro la sua faccia e lui smette di urlare, cosi aveva il dolore e il piacere... Gli faccio gonfiare i testicoli e lui inizia a piangere. Mi alzo e prendo dalla mia borsa un elastico e i guanti in latice, torno da lui inerme sul pavimento freddo, mi metto i guanti e gli lego le palle, "Ora non potrai venire!" Gli ordino di mettersi sul letto a pecora, lo tiro verso il bordo del letto cosi avevo il suo culo a portata di strap on...! Lo prendo in borsa e me lo indosso, prendo anche una pasta fatta con un composto granulare come un sfogliante per il viso o la sabbia per essere più chiara, lo spalmo sul mio strap on e gli apro il culo, lo inculo con prepotenza e forza, lui urla e al suo urlo uso la frusta sulla sua schiena! Una frustata con un colpo secco e veloce, gli trancio la pelle e lui si mette a piangere... lo inculo ancora, ancora e ancora fino a fargli sanguinare il culo, gli faccio venire un prolasso anale, allora mi fermo... gli ordino di rivestirsi... per quel giorno ne aveva avuto abbastanza. Ma non mi sarei fermata, ora che la mia sette di tortura era tornata, ne volevo ancora e ancora... il mio lato sadico si era risvegliato... e non vedevo l'ora di giocare nuovamente.

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