• Pubblicata il:
  • Autore: FEDERICO AMARCORD
  • Categoria: Racconti etero
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ESCORT DI FINE GUERRA (parte 1)

escort DI FINE GUERRA (parte 1) Nonno Gino mi ha raccontato tantI fatti di quando lui era giovane. Alcune storie, decisamente piccanti, solo quando ero già maggiorenne. Questa è una di quelle. Fino alll'ottobre del 1944, la Romagna era ancora occupata dai tedeschi, erano tempi duri e salvare la pelle dalle rappresaglie contro i partigiani non era così facile. Wanda era una ragazza di 25 anni, papà morto in guerra e mamma casalinga, non c'erano i soldi per mangiare. In quei miesi, per una donna l'unica maniera per guadagnare in fretta era prostituirsi. Ma lei lo faceva in modo organizzato, niente strade e marciapiedi vestita da puttana, solo appuntamenti con uomini facoltosi nella casa della madre, tramite un efficace passaparola. Abitava in un piccolo appartamento a Misano Adriatico, in via Settembrini, prima della ferrovia. Un seminterrato umido e con una specie di bagno all'esterno. Tuttavia riceveva i clienti con eleganza e professionalità, la madre si assentava e lei li accontentava con abilità. Potrei definirla una escort di fine guerra, senza infamia e senza lode. Era anche una bella gnocca: mora, capelli neri ed occhi marroni, viso gradevole e sorriso scintillante, due tette pronunciate ed un culo sporgente che terminava su due gambe tornite e depilate. Diciamo che il nonno, non ancora sposato, era un suo affezionato cliente. Così affezionato che, a volte, Wanda non si fa faceva neanche pagare. Lui le piaceva davvero e, a detta dell nonno,, con lui godeva veramente, non fingeva. Si incontravano prevalentemente nel primo pomeriggio, quando lui finiva il turno all mercato del pesce. Prima delle 16, lei non prendeva mai appuntamenti e la sua figa era fresca come una rosa. Lui regalava un po' di pesce alla madre di lei che stava uscendo, lo metteva nella ghiacciaia ed iniziava la rumba. Wanda lo aspettava in camera da letto già nuda. Lui lasciava i suoi abiti in cucina perchè puzzavano di pesce e si presentava a sua volta nudo. Quando aveva l'uccello già in tiro, lei gli faceva subito un bocchinone con ingoio e poi si faceva leccare la passera. Le piaceva molto farsi leccare, ma solo da nonno Gino. Certi giorni si cospargeva con la marmellata di mele che faceva sua mamma e lui la spazzolava via tutta con la lingua e la faceva venire 2-3 volte. Avevano entrambi 25 anni e , messe da parte le materie orali, l'uccello era già pronto a volare sulle materie pratiche. "L'èra bèla dur cumpàgn al fer", era già duro come il ferro, diceva lui. CONTINUA

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