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  • Autore: BAD BOY
  • Categoria: Racconti bisex
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GAY – 1^ parte - Bruxelles (Belgio)

Lo scorso ottobre, mi ha telefonato un “amico” speciale,e voleva che andassi a trovarlo a Bruxelles. Ho ricevuto un generoso corrispettivo anticipato e tutte le prenotazioni via email, sabato mattina sono andato in taxi a Malpensa e in mattinata ero già a a Bruxelles, dove ho preso un altro taxi che mi ha lasciato di fronte all'hotel . Lui era lì ad aspettarmi dentro la sua lussuosa auto blu di rappresentanza, completa di autista in giacca e cravatta altrettanto blu. Abbiamo fatto un giro nel centro storico e poi siamo rientrati in hotel e saliti in camera mia. La stanza era moderna e accogliente. Attraverso la finestra del balcone si vedevano le case quasi disegnate della Grand Place, le strade affollate e le meraviglie del passato. Ho fatto una doccia calda, ho massaggiato bene il mio membro e i miei glutei per tonificarli. Un rapido controllo dei muscoli e del petto depilato, tutto andava bene. Ho messo l'accappatoio e sono uscito dal bagno. Lui era completamente nudo sul letto e mi attendeva sbavando come una cagna in calore. Dopo 30 secondi di conversazione, mi ha slacciato l'accappatoio e mi ha preso l'uccello in mano contemplandolo con ammirazione. Poi l'ha preso in bocca e con una mano mi ha massaggiato le balle. Io ho chiuso gli occhi pensando a una bella figa che mi spompinava e l'ho lasciato fare. E' il solito vecchio trucco che usano i boys bisessuali più per bisogno che per attitudine, specialmente quando il partner è un cesso, e oltretutto uomo Pensavo all'anziana vedova allegra che me lo aveva succhiato il pomeriggio precedente. Una ricca 70enne della Milano bene, dai modi gentili e dal portafoglio gonfio, come gonfie erano le tettone rifatte e le labbra sporgenti. Faceva dei pompini sublimi e amava essere inculata, ci divertivamo molto insieme. Lui invece non era molto bravo e gemeva sottovoce, ansimando per riprendere fiato. Non sarei mai riuscito a venire continuando così. Allora gli ho dato una bustina di gel anale dicendogli di spalmarsela da solo perchè non vedevo l'ora di penetrarlo e, appena il mio cazzo è diventato bello duro, l'ho girato a pecora e l'ho inculato per un quarto d'ora. Sempre ad occhi chiusi, mi sono concentrato al massimo per farlo godere una-due volte in culo mentre lui si masturbava, fino a quando gli ho scaricato una bella e calda sborrata che lo ha fatto sospirare di soddisfazione. Per fortuna erano già le 13,25 e, con la scusa della fame, l'ho convinto a portarmi a pranzo. Il ristorante scelto era lì vicino e alle 14 era ancora in piena attività. Il sabato c'erano diversi personaggi e tutti erano accompagnati da qualcuno, uomo o donna che fosse, più giovane di loro. CONTINUA

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