Incontri a Reggio Emilia

Quando entrai a casa sua, l'impatto che provai era dovuto al suo profumo.
Un profumo estremamente delicato che dalla sua pelle avvolgeva ogni ambiente.
Mi vise mentre ero concerntrato per identificarlo e con la sua straordinaria consapevolezza mi disse:" Vaniglia".
Mi chiamo Giulio, sono un uomo di 45 anni, sposato con una donna di 47 e vivo a Verona, malgrado le mie origini siano evidenti nei miei tratti.
I miei capelli biondi e gli occhi azzurrim circondati da lineamenti molto marcati, non nasconodo le mie origini di Trento.
In questo presico momento della storia, mi trovo a Reggio Emilia, a casa di una donna, la sorella di mia moglie, in procinto di definire meglio
quello che in questi mesi sono stati i nostri scambi di sguardi, il nostro cercarci e la nostra voglia di incendiare quello che le nostre anime si
sono dette per troppo tempo nel silenzio della quotidianità, consapevoli del fatto che, prima o poi, ci saremmo cercati per dare spazio a un incontro
che , con molto probabilità, sarebbe stato dannoso per entrambi.
Mi accomodai sul suo divano mentre lei stava scaldando una teiera per potermi offrire un té.
Contrariamente a mia moglie, una dponna molto fredda e poco avvezza alle smancerie o alla cura della propria immagine, sua sorella era una donna molto
curata, quasi maniacale nella ricerca del dettaglio.
Mi ero presentato a casa sua alle 08:30, prendendo un permesso dal lavoro, permesso che avrei giustificato con il fatto che non mi sentivo bene e
volevo farmi visitare dal dottore.
Per quanto fosse mattina presto, lei era già bellissima.
Per nulla intimidita, anzi sembrava si sentisse come al solito a suo agio, si presentava col suo massimo spendore.
Una vestaglia bordeaux, reggiseno in pizzo nero, nessuna presenza di collant ma calze in spugna nero, smalto nero alle mani.
I capelli, color corvino, erano rasati ai lati e il resto erano racconti in alto, quasi portasse una cresta, e questo taglio perfetto risaltava
al massimo i suo lineamento e il suo collo terribilmente sexy vederla sembrava una di quelle immagini da studio fotografico, che pubblicizzavano abiti intimi.
Si avvicinò al mio divano nel silenzio della sala.
L'unico rumore che si percepiva era quello del suono della sua pelle vellutata sulle coscie che sfregavano ad ogni passo.
La sua immagina sommata al suo profumo inebriante e al rumore delle sua pelle non fece altro che far scattare in me un' eccitazione fuori dalla norma.
Non ero di certo un ragazzi da un tempo e non mi accontentavo più degli sguradi, delle carezze e della mano posata sulla gamba per creare in me una fonte di ispirazione.
Mi ci voleva almeno la consapevolezza di un rapporto per scatenare in me un'erezione così fulminante.+
Con lei tutti i parameteri era totalmente spiazzati.
Svariate volte ci eravamo visit, durante interminabili proazi tra parenti o amici, e in tutte le occasioni lei era stata l'unica a scatenare in me
quella carica ormonale alla quale non sapevo resistere.
Più volte mi ero ritrovato a pensarla sotto la doccia, intendo nel darmi piacere in solitudine, immaginando il profumo della sua pelle, il sapore del suo
piacere e deliziandomi del suo corpo.
Venne da me, porgendomi la tazza, mentre lei finiva la sua.
Portai la tazza verso le labbra per dare una sorsO.
Scottava.
Me la tolse di mano, dicendo che dovevo aspettare che raffreddasse, e la ritrovai a cavalcioni sopra di me.
In una attimo le nostre lingue si stavano cercando nelle nostre bocche mentre il mio cuore accelerava, ubriacandosi del suo profumo,
e l'eccitazione si presentò immediata.
Lei se ne accorse immadiatamente, sentendo i pantaloni che premevano contro le sue mutandine.
"Finalmente", disse, senza lasciare le mie labbra sole e cominciando a sbottonarmi i pantaloni.
In un attimo si alzo in piedi, sfilandomi pantaloni e calze.
"Togli i boxer" e, mentre lo diceva, prese un cuscino e lo posiziono sul pavimento fra le mie gambe.
Quello che avvenno dopo fu un susseguirsi di piacere reciproco, una costante ricerca di appagamento, un sogno fatto realtà e una ripetuta ricerca
di soffocare pensieri che potesse distogliere l'attenzione da noi stessi.
Era fidanzata, questo lo so.
Il suo uomo, un cretino a detta di molti, era il classico uomo per la quale la donna era solo un accessiorio da esibire.
Si circondava di racconti delle sue conquiste, a insaputa della fidanzata, dove pavoneggiava le sue doti di amatore, i suoi incontri con altre donne con trans dove decandava le sue prestazioni, inconsapevole di avere una vera regina del piacere al suo finaoc.+
Quella mattina, quella lunga mattina, su solamente per noi.
Accadde solamente in quell'occasione.
Da quell'incontro non ce ne furono altri, ma i nostri sguardi non sono cambiati e la nostra attrazione nemmeno calata nel tempo.
Consapevoli entrambi che sarebbe potuto accadere di nuovo, lasciammo sempre che il fato decidesse per noi.
Nel frattempo ho deciso di raccontarvi questa storia di vita e nel caso accadesse di nuovo, vi terò aggiornati.
Grazie ancora per lo spazio dedicatomi per la mia "confessione".

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04/12/2017 10:57

Mirko

MA levati cazzaro!! hahahhahahahahahhahah

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