• Pubblicata il:
  • Autore: ORNELLABELLA
  • Categoria: Racconti lesbo
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IO, LESBICA OCCASIONALE - primo tempo

IO, LESBICA OCCASIONALE - primo tempo Nei giorni lavorativi, alle 22.30, prendo un treno regionale per tornare a casa. Abito a Ferrara, a 700 m dalla stazione FS, e lavoro vicino Bologna in un grosso pastificio. ll viaggio dura circa 50 minuti e, di solito, a quell'ora il treno è così deserto che il controllore non si fa neanche vedere. Quella sera, mi sono seduta nell'ultimo vagone, sola, con la borsa sulla ginocchia e lo spray al peperoncino pronto per l'uso. Lo porto sempre con me, non si sa mai. Pochi secondi prima della partenza, è salita una afro-europea di pelle nerissima, coi capelli corti e ricci, e il naso piatto. Era davvero bella, si è seduta nei sedili alla mia destra, al di là del piccolo corridoio. Ho subito pensato a una prostituta perchè, di sera, quella tratta è frequentata da molte nere che si spostano da Ferrara a Bologna per "lavorare". Però, a quell'ora, semmai stanno andando e non tornando. Osservandola meglio, ho notato uno zaino con la scritta Università di Bologna e mi sono tranquillizzata. Lei mi ha sorriso, mostrando le labbra sporgenti tipiche della sua razza e i denti bianchissimi. Aveva una vita stretta e dei seni piuttosto grossi. Io sono sposata e amo mio marito, ma ogni tanto, raramente, mi concedo qualche scappatella lesbo. Lei mi attirava molto, scatenava il mio desiderio e fantasticavo su come sarebbe stato baciarla. - Can I sit near you? E' scoppiata a ridere. - Perchè parla inglese? Io sono italiana, abito a Ferrara da 23 anni, da quando sono nata... Sono arrossita per la figura di merda, ma non ho desistito. Mi sono seduta di fianco a lei e ci siamo presentate. - Ciao, io sono Ester, prendo questo treno 5 volte a settimana, ma non ti ho mai visto prima... - Ciao, io mi chiamo Anita... Forse non riuscivo a frenare ciò che stavo pensando, perchè la mia mano destra ha, istintivamente, toccato la sua sinistra. Mi ha raccontato di sua mamma senegalese e di suo papà ferrarese, dell'università, eccetera. Io la guardavo, rapita dal suo corpo e dalla fragranza della sua pelle. A un certo punto, se n'è uscita con una frase che non c'entrava niente. - Io sono lesbica... - E allora? Anch'io, ogni tanto, sono lesbica... Stavolta siamo scoppiate a ridere tutt'e due. Anita mi ha guardato negli occhi, come se volesse esplorare quello che avevo in mente. Poi mi ha afferrato la testa e mi ha baciato teneramente su una guancia. La mia mano è scivolata tra le sue cosce color mogano e si è spostata pian piano sempre più in alto per accarezzare la sua vulva. Immaginavo le sue grandi e piccole labbra come petali di un fiore nero e luccicante di secrezioni vaginali. CONTINUA

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22/11/2016 14:38

paola

la frase "ogni tanto sono lesbica" è davvero comica! Per adesso la storia fa ridere , non eccitare!

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