• Pubblicata il:
  • Autore: PierPaolo
  • Categoria: Racconti etero
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La Casa Intrigante parte 2

Avendone visti a tonnellate ed all'università preso parte a orge o sesso a tre per me non era un problema, anzi. Non ero per alcuna forma di timidezza. Sentivo che mi si stava ingrossando nei pantaloni, invidiavo un pochino quello che Carol stava cavalcando con così tanta voga e furia, sembrava non scopasse da anni. Avendo uno specchio di fronte a se nel muro non ci volle molto che si accorgesse di me però non disse niente, mi lanciava occhiate languide e molto ammiccanti, fissandomi mentre si leccava le dita o il capezzolo da sola. Quel triangolo strano mi stava interessando molto , a tal punto che abbassai la zip dei pantaloni e lo tirai fuori continuandomi a toccare, il suo viso provocante e la scenetta dal vivo non aiutava a tenerlo nei pantaloni.
Pochi minuti lo spettacolo fini coi gemiti del ragazzo ch'esausto crollò in un nanosecondo sul letto ancora legato e col preservativo all'uccello. Spostandomi subito dell'uscio riallacciandomi i pantaloni sentii Carol venirmi incontro ma quando la vidi non s'era cambiata, ancora col capello selvaggio e sempre niente addosso. Non ci fu bisogno di dire niente ch'era già in ginocchio a cercare il secondo round fra le mie gambe, vogliosa ed non sazia della prima portata. Mi fece un pompino con le mani dietro la schiena da capogiro tale che in un secondo di debolezza mi spinse giù per terra reclamando lei la posizione sopraelevata. Come reclamare d'altronde? dimenava quel culo come neanche la mia ragazza faceva, n'ero rapito e commosso. Generalmente mi garbano altre posizioni ma in quel modo non potevo lamentarmi, avendo poi quei due meloni enormi con cui giocare davanti alla faccia.
Non durai molto pure io, ero così eccitato da prima che dopo pochi minuti di quel movimento sul mio uccello feci appena in tempo ad uscire ed a farle bianco il culo con una copiosa sborrata. Dal sorriso e dal bacio che ricevetti sembrava soddisfatta anche lei e mentre ci rialzavamo lei tornava dal ragazzo per farlo andar via facendomi il segno dell'indice sulla bocca, per star zitti e non aver visto niente. Così fu, non appena liberò il tipo io intanto m'ero pulito e sistemato in bagno e feci come se fossi appena arrivato in quel momento. Dal suo sguardo sembrava più contenta di me che di lui , chissà se Vanessa avrebbe accettato una cosa a tre con lei.

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