LA CONTESSA LESBICA – parte 2 - Roma

- Per soddisfare le mie voglie, le mie assistenti devono essere in grado di leccarmi la vagina quando e dove voglio. Sposta la tua bocca laggiù, o mia bella Claudia, e mostrami la tua abilità nel surgere le mie carni più intime.
Non sapeva che fossi lesbica, per me era come un invito a nozze. La mia bocca raggiunse la vulva depilata della contessa, la mia lingua guizzò fuori per leccare e respirare il caldo vapore della vecchia. Lei, a sua volta, percepiva la mia esperta e deliziosa lussuria, mentre la mia faccia si incollava saldamente tra le sue cosce, e riceveva il leccamento che tanto desiderava. Sapevo bene cosa stavo facendo, e la portai rapidamente all'orgasmo. Come appresi subito, alla contessa piaceva godere sul viso della sua amante con un poderoso squirting.
Lo subii con sorpresa, osservando la nobildonna schizzare come una giovane lesbica proletaria. Continuavo a solleticare la sua clitoride eretta e sentivo lo spruzzo che mi colpiva senza fermarmi.
Dopo una piccola pausa per respirare, capii che anche la contessa non aveva intenzione di lasciarmi a bocca asciutta. Si prodigò in coccole e le sue dita si abbassarono per accarezzare la mia clitoride a lungo eccitata provocandomi un orgasmo frettoloso e tremante. Alla fine della fiera, fui così brava nello svolgere le mie mansioni sessuali da guadagnarmi senza problemi il posto di badante personale.
Come bonus aggiuntivi, fui alloggiata nella villa con uno stipendio pulito da favola, e senza dover pagare alcun affitto.
La mia datrice di lavoro era entusiasta della mia padronanza sessuale e non intendeva separarsi per troppo tempo da me. Questo era un bene per il mio portafogli, ma un male per la mia relazione con la mia compagna.
Nel mio primo giorno effettivo di lavoro, ho ricevuto i dettagli delle mie mansioni.
Mi fu ordinato di non indossare mai le mutandine e di portare sempre gonne molto corte, perchè la padrona della villa potesse sentirla con le mani che si muovevano a spirale attorno alle sue chiappe, accarezzando l'apice del suo sesso, e sussurrandole all'orecchio di andare nella sua camera da letto e servirla.
Dopo i primi giorni di apprendimento, la vecchia mi portò nella stanza speciale dei giochi. Vidi tutti gli strumenti di piacere perversi e sado-maso. Mi ordinò di spogliarmi nuda ed indossare un paio di tacchi a spillo da 12 cm., e poi di alzare le braccia sopra la testa ed allargare le gambe.

CONTINUA

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