LA CONTESSA LESBICA – parte 3 - Roma

La contessa sorrise quando sollevai le braccia. Mi legò i polsi e le caviglie con dei tiranti regolabili ed andò verso un tavolo pieno di oggetti di legno che sembravano provenire da un collegio dei primi del novecento: lunghi e duri oggetti di legno come un puntatore, dei righelli, una paletta per sculacciare gli allievi, ecc.
I tacchi alti evidenziavano ancora di più il mio culo sexy e lei lo ammirava estasiata. Sorrideva, accarezzando con le mani le mie rotondità, poi prese posizione, mirò a quell'obiettivo e mi colpì forte con la paletta. Il mio sedere sussultò sentendo esplodere il dolore del primo colpo. Urlai prima che potesse prepararsi per il colpo successivo, ma il dolore pungente fu ripetuto più e più volte, mentre i miei strilli accompagnarono i successivi nove colpi sulle mie natiche bianche diventate rosso fuoco.
All'inizio sentii solo male, un male lancinante, però dopo i primi cinque colpi, scoprii che la mia figa era fradicia di calore, e pulsava mentre il dolore si mescolava al piacere erotico. A quel punto la vecchia ha fatto scivolare le dita tra le mie cosce, respirando l'odore della mia vagina ed il getto umido dei suoi succhi.
- Ora, mia cara, dobbiamo fare qualcosa per questa tua figa molto eccitata...
Prese un grosso dildo e lo spinse in mezzo alle mie grandi labbra, mi afferrò i fianchi e lo infilò in un colpo solo. La contessa amava scopare le sue cameriere, e lei mi scopò fino a quando vidi le stelle con un orgasmo strepitoso e gridai riempiendo la stanza dei giochi. Ascoltando le mie urla, lei fu presa da un ulteriore eccesso di lussuria.
Mi slegò e mi portò su uno scomodo letto di legno, invitandomi a distendermi. Guardai la figa viola e carnosa del mio nuovo datore di lavoro sorvolare la mia faccia ed appoggiarsi sul mio mento, sospirando e mugolando mentre la mia lingua esperta esplorava la sua vulva bruciante. 
Feci entrare la lingua in profondità, poi l'arricciai intorno alla clitoride succhiando e risucchiando quel bocciolo gonfio e pulsante.
L'anziana e perversa lesbica godeva sentendo quella spremitura insistente e, intanto che la marea dell'orgasmo la inghiottiva, grugnendo e gemendo, la sua figa schizzò selvaggiamente come il giorno precedente.

CONTINUA

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