LA CONTESSA LESBICA – parte 5 - Roma

- Tuttavia penso che qualche punizione ti renderà meno goffa e sbadata. Spero che accetterai tutto ciò in silenzio ma, per sicurezza... Apri la bocca Claudia!
Mi imbavagliò con una cinghia di cuoio fissata ad una pallina rossa che mi riempiva la bocca.
Con un sorriso, la duchessa allungò le mani aprendomi le chiappe, e riuscì a vedere il mio stretto ano. Poi raccolse un metro da sarta in legno e mi colpì sul culo. Il mio primo ululato fu ben attutito dal bavaglio, ma lei tirò indietro il braccio e mi battè di nuovo il culo più e più volte. Gli ululati attutiti si trasformarono in grugniti soffocati di piacere mentre sentivo la fregna che si scaldava rapidamente. La maialona spiava le mie labbra vaginali impregnate dal succo del mio desiderio sessuale. Desiderai che ,o scopasse con un dildo, magari una mutanda fallica anche perchè, dopo 10 colpi, il mio sedere era ormai una rossa focaccia al pomodoro.
Quasi mi avesse letto nel pensiero, gettò da parte il metro di misura e, dalla selezione di dildo disponibili, indossò un 20 cm. a forma di vero cazzo. La duchessa si posizionò, e spingendo senza tanti complimenti, mi afferrò i fianchi e mi penetrò in fica. Sentivo gli schiaffi del suo ventre adiposo contro le mie natiche brucianti. Dopo un po' esplosi ed il mio orgasmo echeggiò sulle pareti ed oltre la porta chiusa.
A quel punto si tolse la protesi fallica, mi slegò, si appoggiò al tavolaccio e mi ordinò di inginocchiarmi. Obbedii e il suo pube grasso, nudo e liscio era a pochi centimetri dalla mia bocca.
La vecchia odiava i peli pubici, se li rasava da quando era giovane e amava la sensazione della fregna glabra. Era anche un modo per incoraggiare i suoi amanti ad andare laggiù e leccarla, perchè vi garantisco che, malgrado la depilazione, non era proprio un bello spettacolo.

CONTINUA

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