LA CONTESSA LESBICA – parte 6 - Roma

Comunque mi avvicinai aggiustando la testa e caricando una cosciona sulla mia spalla, feci scivolare la lingua proprio tra le pieghe più appicicose delle sue labbra.
Lei cantilenava (stonatissima) un'aria del Don Giovanni di Mozart e io la pennellai con entusiasmo lungo la scia rossa della esagerata apertura, leccando tutta la rugiada calda che la ricopriva.
Notai subito che i succhi della duchessa erano densi ed aspri, mentre quelli della contessa più fluidi e dolci.
Ero un'esperta del settore, prima di trasferirmi in città avevo leccato la fica delle lesbiche di tutto il paesello.
Leccai anche quella vecchia fregna selvaggiamente. Si stava rapidamente avvicinando alla soglia dell'orgasmo quando le feci scivolare un dito dentro. Avevo imparato da anni a stimolare anche il punto G e presto gli urli di goduria della cicciona inondarono la stanza e la sua fica spruzzò bagnandomi tutta la faccia.
Pensavo che fosse sazia, ma non era così. Mi ordinò di mettere la mutanda fallica che aveva usato prima e di fotterla.
- È passato troppo tempo da quando mi sono fatta una bella scopata...
Disse con la sua vocina da cinghiale.
Sistemai rapidamente il dildo, mi posizionai e lo puntai contro la vaginona fumante della duchessa. Mi spinsi in avanti ed affondai l'intero 20 cm. in un colpo solo. Lei gridò allargando le pareti della fregna ed avvolse le gambe intorno alla mia vita incitandomi.
- Sì, oooh sì... oh cazzo sìììì... fottimi... fottimiiiiii...
Devo ammettere che mi piacque scoparla e provai molta soddisfazione quando venne una seconda volta squirtando di nuovo.
Quando finalmente uscimmo dalla stanza dei giochi e tornammo in salotto dalla contessa, le raccontò del fantastico servizio che aveva ricevuto e per premio mi fu aumentato il già elevato stipendio mensile.

FINE

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