• Pubblicata il:
  • Autore: Nicoletta
  • Categoria: Racconti etero
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La prima volta

Dopo l'esperienza sul tram gli episodi di autogratificazione aumentarono d'intensità e il desiderio di avere, finalmente, la mia prima esperienza di sesso completo, o almeno come lo intendevo io a quel tempo, aumentava giorno dopo giorno e, comunque arrivarono le vacanze.

Essendo immigrati, ogni estate i miei tornavano nei paesi di origine ed io passavo metà estate a Napoli dai nonni materni e l'altra metà in sicilia da quelli paterni ma adesso avevo 18 anni e volevo andare in vacanza da sola, almeno per un paio di settimane, ci volle un po' ma riuscii a convincerli ed il giorno della partenza, in treno, ero al settimo cielo.

In treno fino a Brescia e poi in pulman fino al paese dove avevo un amica li e avevo deciso di passare le mie due settimane di libertà con lei.

la mia amica, abitava proprio in centro, vicino alla chiesa, il paese non era molto grande, ma d'estate si riempiva di turisti che triplicavano il numero degli abitanti; all'arrivo venni accolta benissimo e divisi la camera con Laura, aveva un anno più di me e, come scoprii quell'estate aveva già fatto la sua "prima esperienza".
Stavamo fuori casa tutto il giorno e, tutte le sere ci ritrovavamo in piazza con i suoi amici che ormai diventarono anche i miei, ero un po' delusa veramente, perchè non c'era nessuno che mi piacesse, pensavo già che le mie due settimane di libertà sarebbero passate senza che io.......... e invece no.

Un giorno Laura dovette andare con i genitori a Brescia per non ricordo che visita medica, io rimasi da sola, avevo però il suo motorino e ne approfittai per andare un po' a zonzo; arrivai vicino alle funivie che, d'estate non funzionavano, lasciai il motorino e cominciai a salire a piedi verso la cima, chiaramente, come una stupida, non mi ero portata neanche una bottiglietta d'acqua, era quasi mezzogiorno ed ero assetata, arrivai vicino ad una malga dalla quale usciva del fumo e, tutt'intorno una decina di mucche stavano pascolando placidamente, devo dire che ero un po' timorosa quando bussai alla porta per chiedere dell'acqua ma, quando la porta di legno, un po' malconcia, si aprì rimasi anche senza parole, era bellissimo, riccioli neri gli incorniciavano il viso, occhi scuri intensi, era a dorso nudo, molto muscoloso, tutto sudato, poi mi disse che stava facendo il formaggio, aveva un forte accento bresciano quando mi disse : "salve, posso aiutarti?", ci misi un po' a rispondergli e poi gli chiesi dell'acqua; sparì all'interno e, poco dopo si presentò con una bottiglia di acqua fresca e mi chiese ancora :" vuoi mangiare qualcosa?" scossi la testa per dire no ma lui, ancora, :"aspetta" , mi sedetti ad un tavolo arrangiato con delle assi di legno e continuai a bere, arrivò poco dopo con del pane, un pezzo di formaggio, due bicchieri ed una bottiglia di vino rosso, sistemò il tutto sul tavolo usando una specie di tovagliolo e lì rimanemmo a mangiare, bere vino e chiaccherare.

non vi dirò il suo nome, non vorrei metterlo in imbarazzo, comunque dopo mangiato e, soprattutto, bevuto, mi fece vedere dove si riposava al pomeriggio, una specie di riparo con una stuoia ed una tenda che lo riparava dal sole, si era anche versato addosso un paio di secchiate d'acqua per togliersi il sudore, ridendo mi offrì di stendermi a riposare vicino a lui sulla stuoia, anch'io, ridendo, accettai.

Distesi all'ombra lui chiuse gli occhi ed io mi feci coraggio e con una mano gli accarezzai il petto, glabro, muscoloso pensavo si fosse addormentato, invece aprì gli occhi, mi guardò e, senza parlare si girò su un fianco e mi baciò, dapprima dolcemente, leggere le sue labbra sulle mie, poi più vigorosamente, non ero mai stata baciata così, non era come con i miei compagni di scuola, era un bacio vero, intenso, profondo, le nostre lingue si cercavano, quasi non respiravo, poi le sue mani si infilarono sotto la mia maglietta e le sentii subito forti sui miei seni, aveva delle mani enormi, non portavo reggiseno allora, quindi non trovarono alcun impedimento, con le dita iniziò a stropicciarmi i capezzoli che ormai turgidi per la mia eccitazione si ergevano dritti tanto che mi facevano quasi male, continnuando a baciarlo mi tolsi del tutto la maglietta, allora lui si staccò da me e mi disse :"alzati e togli anche il resto" non so perchè ma mi eccitai ancora di più ed eseguì i suoi ordini, mi slacciai i jeans e li feci scivolare a terra, poi li scalciai lontano, avevo già tolto gli scarponcini quando mi ero sdraiata e quindi non ebbi difficoltà, abbassai anche gli slip che seguirono i miei jeans lui ancora :" lasciati guardare, sei bellissima", poi mi tese la mano e mi tirò di nuovo giù sulla stuoia ricominciando a baciarmi ed a toccarmi accarezzandomi dolcemente, le sue dita forti arrivarono presto alla mia passerina, ero già bagnatissima, però gli presi iol polso e gli dissi :" scusa, non l'ho mai fatto" lui allora guardandomi fisso negli occhi : " e tu vuoi ........"
non gli risposi ma iniziai a slacciargli la cintura dei pantaloni, allora toccò a lui alzarsi e sfilarsi i jeans e poi gli slip, mamma mia avevo già visto mio fratello nudo ma non era così...così .... grosso, lui vide il mio sguardo, e disse :" non ti preoccupare, farò piano", si stese di nuovo vicino a me, mi prese la mano e la guidò al suo pene, mi disse :" stringilo, accarezzalo" lo feci, l'avevo già fatto ad un paio di miei ex compagni ma era diverso, forse perchè io non ero eccitata come adesso, era bello tenerlo in mano, caldo e pulsante, mi venne voglia di baciarlo e ... lo feci, lui allora :" non così" disse " usa la lingua, prendllo in bocca " e poggiandomi le mani sulla testa guidò i mie movimenti, lo sentivo crescere ancora contro il mio palato, finchè mi sollevò la testa, accarezzò la mia passerina poi si stese su di me, sentivo la punta del suo pene spingere contro le mie grandi labbra, ad un certo punto si fermò, era appena dentro di me, poi lo sentì spingere, il dolore fu intenso, gli morsi la spalla, però passò presto, lui iniziò a muoversi dentro di me, sentivo le pareti della mia vagina accarezzate da quel grosso bastone di carne, i suoi movimenti lenti e continui, ogni tanto più profondi, accavallai le gambe dietro la sua schiena, lo strinsi a me il più possibile, gli graffiai la schiena, venni una prima, una seconda ed una terza volta prima che anche lui, uscisse di colpo da me e mi inondasse il seno con il suo sperma bollente, bianco e denso, poi continuò a baciarmi mentre io ancora dovevo recuperare il fiato per quel mio primo amplesso, dopo poco mi addormentai, mi svegliai dopo un pò sentendo ancora il suo magnifico pene che mi penetrava di nuovo, facemmo l'amore ancora e ancora, finchè cominciarono ad allungarsi le ombre della sera, poi, dopo esserci rivestiti lui mi riaccompagnò con il suo fuoristrada fino al mio motorino, non dissi niente a Laura quando tornò e, dopo due giorni ritornai a Milano, avevo avuto la mia prima esperienza, adesso ero pronta per la mia nuova vita.

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24/06/2015 16:46

Camillo 2

Nicoletta cara, hai sbagliato sito, questo e' prettamente per culattoni, vedi infatti che nessuno te lo commenta? Ascoltami prova a mandarlo a ANNUNCI69 lì vedrai che avrai molti lettori. PS: Comunque : complimenti e per il racconto, che per il coraggio che hai avuto, (sappi che è stato pericoloso, ci sono in giro dei criminali) Ciao e auguri

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