• Pubblicata il:
  • Autore: Adriano
  • Categoria: Racconti etero
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La suora

Questa è una delle storie definibili di avventura sessuale, capitate nella mia vita, di cui spesso mi sovviene e mi va di ricordare e... raramente raccontare. Direi che puo' essere raccontata solo a persone di mentalita' aperta, non falsamente perbeniste e un po' dissacranti di regole e riti e morale bigotta...insomma si puo' raccontare a quelli un po' come me... . All' epoca nessun dirigente delle F.S. aveva ancora avuto la stupida idea di adottare carozze dei treni intercity a scompartimento unico e men che mai di stabilire il posto prenotato. Questo era ancora il paradiso per il cacciatore di fica professionista, infatti saliti sul treno in testa o in coda, si poteva percorrerlo tutto, e ripercorrerlo anche dopo qualche stazione importante del percorso che si stava compiendo...per verificare se fosse salita qualcche ficona all' apparenza troia, e magari si fosse infilata in uno scompartimento da sei posti, tranquillo. Tlavolta si poteva puntare su chi si presentava più come zoccolona, altre volte su soggetti comunque particolari ed altre volte ancora su più regolari possibili compagne di un tratto di vita. Naturalmente gli approcci, se pur seguissero ormai tracce " pre registrate" sperimentate, erano alquannto diversi nei differenti casi, per tener in buona sostanza conto della gestionne di situazioni comunque e sempre delicate. Il primo successo che mi riconosco nella vita, senza falsia modestia, e di non aver mai importunato nessuna donna di non aver mai messo nessuna a disagio, e quelle volte che dopo mezz' ora di chiacchiere una era già nel bagno del treno a succhiarmi il cazzo o a porgermi la fica alla " semi pecora" in piedi con la pancia verso il lavandino ad angolo e la faccia schiacciata contro lo specchio, era perchè.....proprio quello la troiona voleva che accadesse...! Frasi come..." a mio marito un pompino così non l' ho mai fatto", oppure " che grosso, non mi era mai capitato", oppure " sei un piacevole animale"...mi sono state indirizzate , conn sfumature e lessichi diversi più volte. Non vi nego che col passare degli anni, talvolta anche in via preventiva, mi son state rivolte anche domande tipo..." ma poi mi fai un regalino" oppure " mi potresti fare la ricarica del cellulare"..ecc ed io sono proprio contento di aver guadagnato bene nella vita, e di non dover contare i cento euro.... proprio perchè con l' eta' è chiaro che situazioni del genere tendono ad aumentare ed è bene poter far fronte alle richieste. La vita così risulta più interessante e ci si addentra nell' età matura di pre - vecchiaia con gioia. Del resto "Piso" , che il nome proprio del mio cazzo, ha imperterrite tutte le sue storiche esigenze, e purtroppo o per fortuna ha la mentalità del " fare e rifare" nell' arco di un' oretta...per cui ricorrenndone i presupposti, è questo il taglio medio degli incontri sessuali che caratterizzano la settimana. Viaggiando ad un livello di lavoro dirigenziale commercilae, senza impegni di sorta come orario, ho potuto con costanza e continuita' occuprmi di Fica tutta la vita...non bevo non giuoco non fumo.... . Questa storia nasce sulla tratta ferroviaria Milano - Genova,e riguarda una suora etiope giovane, bella, magra e in procinto di diventare suora a pieno titolo. Fin dall' inizio che la vidi seduta accanto al finestrino nello scomparto...pensai " che spreco!"..se una così si fa suora e non tromba... .Accanto a lei stava seduta una suora con vestito dello stesso colore, ma molto più anziana, grassoccia e con la pelle chiara ma con i capillari sulle guancie. La mia prima mossa genialissima è stata che vedendo questa seconda suora leggermente appisolata, sono entrato sorridente e silenzioso nello scomparto, mi son seduo di fronte alla suora cesso, e sorridendo alla suora Fica ho fatto il gesto con le mani giunte ma storte al lato del mio capo sotto l' orecchio....per significare..." dorme"... un sorriso con i denti bianchissimi della suora Fica e un cenno del capo in segno di assenso...furono l' inizio del dialogo con Eveline... questo il nome della suora Fica, di pelle ne' bianca mediterranea ma neppure olivastra...mi ricordo che era un colore strano quello della pelle del suo viso...infondo direi che aveva un colore cadaverico...che contrastava con occhi scintillanti labbra sensuali piccolo naso e fronte alta . Non riuscivo a scannerizzare nulla in riferimento alle tette... il collo vedevo che era lungo e delicato, le spalle ben diritte e in certo senso da sportiva erano un bell' indizio in ordine alla sua " fichezza". Delle cosce non si capiva un cazzo, come appunto delle tette.Infine aveva piccoli piedi in scarpe nere...co tacco...direi 2... . La seconda mossa furba fu sdraiarmi abbastanza lascivamente 3 minuti sulla mia poltrona , posta in senso di marcia del treno... e svogliatamente lasciare la mano destra in prossimità del cazzo...Le ci cadde l' occhio e guardò un secondo più del necessario e del consenntito ad una suora questa mia figura. Indossavo, come sempre senza mutande, un vestito completo da lavoro in seta, tendente al blu... e Piso era come sempre abbastanza libero di ..posizionarsi al meglio se non talvolta " ergersi un po" e da ..."sotto coperta"..rimarcare all' occio esperto di donne smaliziate la sua ...voglia di protagonismo. Eveline non era certo quella che poteva esprimere con gli occhi apprezzamento od interesse specifico....ma curiosità l' aveva espressa e nessun sennso di disagio..e questo significava moltissimo. Dormendo la vecchia io passai , guardanndo Eveline negli occhi, la mano ben aperta a mo di pennello due o tre volte davanti al viso della suora vecchia a 10 / 15 centimetri di distanza e non si rilevo' alcuna reazione. Eveline sorrise e io pure e dissi come ti chiami? e lei disse Eveline , disse " j' è m' appelle Evelinne". Io sono felice da sempre di essere piacente, del mio Piso, di tante altre cose ma anche di conoscere decentemente l 'Inglese e il Francese....altrimenti avrei preso meno fica di sicuro....! Sorrisi, mi alzai piano, chiamando Eveline con gesto della mano dissi..." vien"... e varcai la porta di ingresso allo scompartimeto, facendo segno a Eveline che ..se parlavamo era meglio parlare fuori in corridoio per non svegliare la vecchia. Era il treno partito da Milano alle 16,10 e Dio volle che fosse quasi vuoto. Non mi aspettavo che Eveline si alzasse e invece lo fece e con garbo passo' davanti alla suora vecchia con passo leggero...in unna frazione di secondo Piso era diventato di marmo e spinngeva contro la tasca destra del pantalone riversadola verso la mia anca. Uscita Eveline io tirai dall' estero delicatamete la tenda interna dello scompartimeto e feci scorrere tutta la porta chiudendola. Dopo un attimo nel corridoio , un po impacciati nel movimento e con lei che guardava confusa un po' fuori dal finestrino e un po' me, la accompagnai leggermente e delicatamente spostandole la spalla verso lo scompartimeto attiguo aperto e vuoto. Eveline si sedette, mi disse in francese a seguito di mie domannde due o tre cosette generiche e molto sorrise. Era alta e magra, ma non magrissima e con le spalle da atleta...non seppe spiegarmi il perchè... Poi mi disse che era Etiope e che era andata a scuola dalle suore e ora poi avrebbe fatto la suora. Le spiegai che era bello ma si sarebbe persa tante cose belle della vita, e le chiesi se prima dei suoi 18 anni, ora ne aveva 24, cioè prima di andare a scuola dalle suore...fosse stata fidanzata... . Non mi rispose chiaramente, poi dopo un po' si alzo'..e io pensai che forse l' avevo messa troppo sul personale creando qualche disagio.. lei uscì ed aprì un po il suo scompartimento originario, mentre io la guardavo, ma poi si girò sorridendo verso di me....dicenndo.." dorme"... . Mentre rientrava nello scompartimento nostro, questa volta mi alzai e le presi la mano sinistra con la mia destra, e la tirai delicata ferso i posti del finestrino e contemporaneamente chiusi la porta del nostro scompartimento tirando la tenda. Poi posai la schiena contro la porta dello scompartimento dall' interno, con il maniglione della porta stessa schiacciato contro le mie costole di sinistra. Tirai delicatamente Eveline verso di me...e le chiesi se era sicura di volersi far suora....lei sorrideva in modo strano, impacciata ma serena, allora tenendola dietro la schiena la avvicinai contro di me e non capendo se con quel vestito riusciva a sentire il cazzo duro le presi l' altra mano e la accompagnai sul mio cazzo vestito. Non la tolse ma non anndava oltre. Baciai e leccai con la ligua calda il suo collo e cercavo di predere le chiappe i mano, ma suoi idumenti incomprensibili per me i quel momento non favorivano le operazioni. Di bello c' era che mi lasciava fare. La baciai sulle labbra, apriva la bocca morbida porgeva la lingua senza però muoverla poi un po' si, la mosse in modo spontaneo. A questo punto liberai Piso e aperto il pantalone glielo misi in mano. Lo tenne con la mano storta e rovesciata come si terrebbe un ombrello chiuso di quelli piccoli senza manico prima di riporli in borsa. Riuscii ad alzare la veste e vidi che aveva sotto dei pantaloni a mezza gamba bianchi tipo bermude e di quelli non trovavo l' inizio. Pero' ormai le toccavo pesantemente il culo e lei oscillava sensibile e felice al tocco. Il cazzo mi scoppiava, la spinsi seduta e lo misi a 5 centimetri dal suo viso, mi feci una sega con la destra mentre con la sua mano mi facevo toccare le palle. Questo delle palle lo capiva bene e me le trastullava sorridendo, come se giocasse col pongo. Mi inginnochiai e le infilai una mano contro la fica coperta. Fu a questo punto che si alzo', si infilo' le mani sotto la veste e si sbottono' rapidamente i pantaloni e si sgannciò un body che le faceva pure da mutanda...sorrisi tra me pensando che in fondo anche lei ..non aveva mutande. La sua fica sotto la mano sinistra mia era un lago...Alle feste in maschera nella mia vita avevo ballato a volte con delle amiche sexy da suore vestite e qualche pompinno in abito da suora c' era uscito...ma questa era una suora vera! anche se pensavo ...molto troia! MENO DI VENTI SECONDI DOPO aveva ormai il cazzo infilato nella fica , da in piedi io e lei, con lei a schiena piegata in avanti e le mani sulle due poltrone destra e sinistra. ansimava forte ma non urlava...durai pochissimo e la sborrai dentro in unn modo impressionante. Poi per decenza continuai a pomparla con Piso che si teneva in piedi Dio solo sa come! Ero un po' scioccato, dico la verità, come se fosse accaduto tutto questo al dilà della mia volontà...senza pensare poi alla sua volontà. Non vedevo l' ora di andarmene non sapendo come gestire il poi.... Le feci cenno di ricomporsi e ti ritornare con me dalla suora vecchia. Entrando vidi che si era spostata su un fianco ma ancora dormiva. Pensai ma dorme davvero o è troia anche lei e fa finta? nel frattempo Eveline si era seduta al suo posto accanto alla vecchia e io scontrai pesantemente col mio piede quello della vecchia per svegliarla. Ci vollero due tentativi e ci riuscii, feci il segno di " mi scusi", lei con la mano disse " non fa nulla" e si rivolse verso Eveline, parlarono come se Eveline non avesse al fica piena di sborra ( unico indizio che pensavo poteva risultare compromettente per me se la Eveline si fosse in qualche modo incasinata) così arrivando a Tortona, che era la stazione ultima prima di Genova, pensai che era meglio lasciare il treno e....avventurarsi verso nuove situazioni...

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09/08/2016 12:44

pierciccio

Come si chiama questo film porno e su che sito l hai visto? Ma smettila rimba!!

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