LESBICA IN CARCERE - 2^ parte

Un pomeriggio ero nel cortile del carcere per sorvegliare l'ora d'aria e ho visto ***** che si picchiava con un'altra ragazza andata da loro per separarle, ho preso lo sfollagente e gliel'ho spinto in mezzo alle tette.
- Calmati, che cazzo fai? E tu allontanati... vai via!
L'altra donna se n'è andata brontolando, e lei mi ha guardato sorridendo.
- Grazie... ma ti ringrazierò meglio stasera...
Alle 18,00, ho accompagnato le detenute alle docce. Tutto era normale, niente di strano. Quasi tutte hanno finito più in fretta del solito e sono andate nello spogliatoio chiudendo la porta, ma ***** mancava ancora. Due di loro si stavano baciando, ma sono uscite quando lei è comparsa... era completamente nuda.
Eravamo rimaste solo io e lei. Si è bagnata sotto la doccia più vicino a me, era bellissima. Ha iniziato a massaggiarsi i seni, abbassando le mani fino alla fica... e insisteva... insisteva fissandomi negli occhi.
Mi stava mettendo in imbarazzo, ma mi eccitava anche. Non potevo fare a meno di chiedermi perché volesse stare da sola con me nelle docce, se avesse delle voglie nascoste. ***** ha fermato l'acqua e si è diretta verso di me camminando lentamente e sculettando.
Otto passi ci dividevano... Poi sette, sei, cinque... C'era silenzio, solo le gocce che rimbalzavano sul pavimento facevano un debole rumore. Quattro, tre, due..... ho afferrato lo sfollagente e l'ho puntato contro di lei.
- Tranquilla... quello non ti serve... voglio solo ringraziarti...
Ero come ipnotizzata. Le sue dita sono passate tra i miei capelli e le sue labbra carnose hanno leccato il lobo del mio orecchio.
Senza aspettare una mia reazione, ha iniziato a palparmi le tette, slacciandomi i pantaloni della divisa e toccandomi la fica. Ero inerte e sentivo solo il mio istinto animale che voleva godere, mentre una ragazza condannata per omicidio mi masturbava con la mano. Lei mi mordeva le labbra e io mescolavo la mia lingua con quella di una donna che mi faceva paura e che invece dovevo sorvegliare. La baciavo in bocca e non potevo credere a ciò che stavo facendo.
- Dài baby, rilassati, la tua fica mi desidera, sei sexy o vuoi solo avermi come una cagna prigioniera?
Mi ha levato del tutto pantaloni e mutande, mi ha rubato il bastone di plastica e ha affondato la sua lingua nella mia fica rossa e bollente. Mi ha leccato con pazienza usando lo sfollagente per masturbarsi. 
Abbiamo entrambe raggiunto un contemporaneo e sublime orgasmo. E' stato bellissimo!
Dopo qualche minuto di pausa, ho ripreso il controllo della situazione e mi sono ricomposta.
***** non ha aggiunto una parola, è andata nello spogliatoio e si è rivestita, come se non fosse accaduto nulla. Ho riaccompagnato tutto il gruppo nelle celle e sono rimasta da sola coi miei rimorsi. A fine turno, sono tornata a casa da mio marito e mio figlio. Mi vergognavo... ma sapevo che sarebbe successo di nuovo.

FINE

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