MI SONO INNAMORATO DI DUE LESBICHE - parte prima

MI SONO INNAMORATO DI DUE LESBICHE - parte prima

Io, Teresa e Monia conviviamo da 5 mesi. Le ho incontrate ad una festa nella villa del figlio di un ricco industriale. Gli avevo fatto un favore e, visto che aveva tanto insistito, ci sono andato.
Non conoscevo nessuno e mi sentivo come un pesce fuor d'acqua. Come sempre succede in queste occasioni, tutti gli intervenuti si erano aggregati in piccoli gruppi, invece io sono rimasto in disparte. Mi incuriosivano due ragazze che si spostavano da un gruppo all'altro cercando di fare incontri interessanti. Una era piuttosto bassa, capelli neri lisci, con minigonna mozzafiato ed una notevole "carrozzeria"; l'altra era più alta, capelli biondi tinti e indossava una camicia molto sbottonata ed era senza reggiseno. Il tessuto lasciava intravedere i suoi capezzoli e portava dei pantaloni così trasparenti da evidenziare il contorno delle mutande.
Anche loro mi hanno notato, ma sono stato distratto dal padrone di casa che mi dava il benvenuto e le ho perse di vista. Quando sono riuscito a liberarmi, le ho cercate dappertutto senza trovarle. Ho attraversato il salone con un bicchiere di prosecco in mano per darmi un tono, poi sono arrivato su uno dei due balconi affacciati verso il giardino. La ragazza bionda era lì, appoggiata al parapetto in marmo bianco. Guardava le stelle e sembrava triste. Eravamo soli, mi sono presentato, ho sfoderato la mia simpatia cazzeggiando un po' e sono riuscito a strapparle un sorriso. Quasi subito abbiamo iniziato a parlare di tutto. Ha detto che si chiamava Teresa ed era venuta con una cara amica che divideva con lei un monolocale affittato in periferia.
- Ah sì, ho capito... è quella bassa, in minigonna e coi capelli neri?
- Bassa? Si chiama Monia e non sta a te giudicarla!
- Ok, ok, non volevo offendere nessuno. Avevo solo visto che eravate insieme...
Si è girata di spalle, come se fosse incazzata. Nonostante il momento non propizio, ho tentato "la mossa del polpo" e le ho messo un braccio sulla spalla. All'improvviso, si è girata e mi ha abbracciato, le nostre facce si sono quasi toccate e ci siamo guardati nel profondo degli occhi.
- Perché non mi hai ancora baciata? Faccio così schifo?
Sono rimasto di stucco, mi sentivo come un polpo ingenuo che non capisce perchè l'abbiano messo dentro una padella. Con prudenza, ho sfiorato le sue labbra con le mie, invece lei mi ha tirato a sè con rabbia. Ci siamo baciati, o meglio, mi ha baciato con violenza. Mentre mi violentava la bocca, ho provato con cautela ad accarezzarle il seno.
Stavolta mi ha tirato ancora di più verso di sè, ed ha premuto il suo bacino contro il mio
La mia mano è scivolata in basso, sul suo ventre, le ho slacciato i pantaloni e, centimetro dopo centimetro,
sono arrivato alle mutande. Il suo respiro si è fatto più intenso, col dito medio le ho stimolato il clitoride mentre continuavamo a mescolare le nostre lingue. Con una rapidità inconsueta per una donna ha cominciato ad avere delle contrazioni. L'ho tenuta stretta col mio braccio libero ed ho soffocato qualche piccolo gemito tenendo le labbra incollate alle sue. Dopo aver raggiunto l'orgasmo, si è rilassata per un po' tra le mie braccia. Nessuno degli invitati si era accorto di nulla.

CONTINUA

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23/11/2016 16:15

paola

uaaahhaahaahhahhah grazie per queste storie goliardiche .............. un altro playboy da tastiera!!! Te lo dice una vera lesbica!!

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