Orso 2 parte

Zia Rosa seppe che non avevo superato le prove per entrare in ferrovia, orso, tra qualche giorno devo recarmi con urgenza alla direzione generale di Trieste, devi accompagnarmi anche tu, credo che ho buone notizie anche per te, ti aspetto caro, ciao, stammi bene. Dopo un paio di giorni ero nella sua villa, il lusso era percettibile in ogni angolo, la zia mi accolse come sempre, forti abbracci e bacioni sulle labbra, puoi sistemarti dove credi, mi farebbe piacere condividere il secondo piano con te, siamo soli, anzi, siamo una persona sola, metti la tua roba nell'armadio a muro, io, dormo nella mia camera, tu, affianco alla mia, la cucina, sala da pranzo, bagno, tinello e salotto insieme, zia posso dormire in mansarda, sei pazzo, la sera per darci la buonanotte devo salire i gradini, per darti un bacio, mi vuoi far venire il mal di cuore, siamo una sola persona orso, va bene zia. La sera, dopo l'orario di ufficio e dopo mangiato ti voglio sempre vicino, ti sei già dimenticato i baci alla francese, scherzi sempre zia, no, faccio sul serio. La mattina successiva ero pronto per andare in agenzia, prendi le due macchine, la mia mi serve, ho diversi appuntamenti, bene, mi baciò le labbra e scappò via. Era una spendita donna chissà dopo la morte di mio zio quanti uomini le avevano fatto la corte, orso, dammi un bacio e ci vediamo in ufficio, mi avvicinai alla faccia e la baciai, mi devi baciare come ho fatto sempre io, sulla bocca, per pegno adesso mi baci più volte così impari, la baciai sulle labbra, ancora, hai perso, perciò, e mentre le baciavo le belle labbra sentii la sua lingua umettata di saliva che si poggiavano sulle mie senza entrare dentro. In ufficio mi chiamò nel suo studio, orso, vieni, pensavo ovviamente ad un altro bacio, invece no, minigonna corta, una maglietta apertissima che mostravano le due belle tette, giacca sbottonata e ovviamente tacchi alti. Orso, siediti, vicino a me, ti voglio mostrare gli elenchi dei nostri clienti, le scadenze, gli importi, anzi, ti faccio vedere le polizze vita, sono assai remunerative, le polizze incendio e furto, ottime anche queste, dove si guadagna poco sono le polizze auto, cerco di farne sempre meno, queste altre polizze sono per le diverse responsabilità, zia, scusa, dimmi orso,perché non le passi a diversa delle polizze in una memoria esterna, ci avevo pensato però poi mi sfugge il mio guadagno, devo chiedere ad un tecnico se il programma in uso mi permette di suddividere le celle, penso di no risposi, le celle puoi ingrandirle e rimpicciolire però è sempre una unità indivisibile, come fai, ci devo pensare, ti consiglio se permetti di comprare una macchina che trascriva e copia i dati in diverse parti, in diversi registri anche se non stai operando, mi guardò negli occhi, mise una mano sulla spalla e disse, sapevo che andavi bene a scuola vedo però con grande piacere che sei bravo anche in informatica. Termino di fare un grosso preventivo, faccio una telefonata in direzione per quello stronzo di liquidatore e ci vediamo a casa, se tardo, mi sono fermata a farmi la lampada ed un attimo dall'estetista, mi devo fare bella orso. Ciao, non ti preoccupare, uscì dallo studio e sentii la macchina che partiva. Rientrato a casa volevo preparare qualcosa da mangiare, non sapevo però le abitudine così andai a farmi una corsetta intorno alla villa, sentii verso le quindici il rumore della macchina di zia, amore, scusami per il ritardo, ho fatto un poco di massaggi però ho comprato il pranzo già pronto, non preoccuparti, zia, mai nessuno è morto di fame, si avvicinò, orso, fatti dare un bacetto come antipasto. Dopo pranzo ci sedemmo in salotto, aveva un'enciclopedia di tutti i generi musicali, ti faccio ascoltare adesso una suonata meravigliosa, Schubert in "Serenada" dalla grandissima Claire Penny, Ascoltavamo entrambi questa flautista meravigliosa, zia si estraniava ascoltando musica, stessa cosa capitava anche a me, massimo silenzio, zia, senti la dolcezza delle noti, si, molto brava, zia, ascolta il ritornello, che dolce malinconia, e mentre la musica si diffondeva leggera nel salotto mi ritrovai senza volerlo e senza malizia tra le braccia di mia zia, accarezzami, come sono carezzevole queste note, mi toccava il volto, il collo, le orecchie, il naso, la bocca, mi stringeva a se, le sue labbra mi baciavano la bocca, la sua lingua mi strofinava prima le labbra poi affondavano entrambe nelle nostre bocche roventi, baciami orso, che bello, sento per tutto il corpo fiammelle ardenti, spegni il mio desiderio, ti voglio, e mentre le baciavo il seno sentivo che zia emanava gemiti di piacere, toccami, toccami più forte, le accarezzavo le natiche, lei, si stropicciava le cosce, dammi la mano, la insalivò e la pose in mezzo alle sue cosce, voleva farsi toccare, mentre io le accarezzavo le grandi e le piccole labbra, senza tralasciare la clitoride, haa, haaa sii, sii, vai più dentro, le accarezzavo natiche e culo, le piaceva da morire, aveva preso il mio cazzo con tutte e due le mani, lo segava, che bel cazzo tesoro, masturbava la capocchia ed il filetto, non vedevo l'ora di sentirmelo nella pancia, prendeva il mio membro lo metteva tra le zizze e lo sfregava, ero convinto che lo infilasse in quella bella bocca, no, no, no in bocca no, mettilo dove vuoi questo cazzone ma in bocca no, haii, hoo, che bananone, mettilo, mettilo nel mio sesso, mi brucia la fica, e mentre toglievo le mani bagnate dalla fica piani piano con dolcezza incominciai allargandole le gambe a penetrarla, fai piano, mentre con le sue mani bagnate di saliva gli faceva strada nella sua vagina, godeva al ritmo incessante del cazzo che entrava e usciva dalla fica, sii, haa, haaa scopami così, non fare troppo forte, uhmmm, lo hai messo dentro tuttoooo, mamma mia, sembra di svenire, godooo ci volevi tanto a fotterti la zia, mammaa mia, che bello, e mentre il cazzo tosto entrava e usciva lo prendeva con le mani accarezzando la capocchia, fottimi, fottimi, attento a non sburrarmi dentro la fica, godeva e si contorceva, sii, haa era bagnata fradicia, vengo, vengo, siii haaa, che bellooo, sborro, sento il prurito nella fessaaa, sii ancora, haa mi viene, si sottrasse mentre diversi schizzi di calda sborra erano tra le sue gambe e sopra la pancia di zia, miagolava per il piacere, sembrava assatanata dalla libidine mentre con dolcezza si spalmava la mia sborra calda sopra quel corpo meraviglioso. Che bello orso, mi hai scopata come una troia, ti desideravo, il cazzo è sempre un'ottima medicina, ero arrapata, volevo fottere, la prossima volta se mi sento male credo di sapere quale medicina prendere, tu mi devi curare, hai un bel cazzo, ci sai fare, mi ha fatta quasi ringiovanire, altro che massaggi, solarium e stronzate varie, è nella natura umana orso fare l'amore, eccitarsi, trasgredire è tutto normale, senti a zia. Se qualcuno si è eccitato non ringraziatemi è stato soltanto merito della mia cara dolcissima zia.......

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17/02/2017 10:15

marcello

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