Riappacificamento

Sarebbe troppo lungo elencare le azioni e i sentimenti che mi avevano portata fino a quella situazione. Fatto sta che mi ci trovavo e non vi avrei rinunciato per nulla al mondo.
Avevo il mio ex davanti a me, pentito per tutto il male (psicologico) che mi aveva causato e al tempo stesso ancora desideroso di scoparmi. Quel che provavo io era un insolito distacco, cosa che mai mi era successa prima quando ero in intimità con lui. Un desiderio di farlo soffrire fisicamente e vederlo gemere e disperarsi per me, fino alla redenzione.

L’avevo fatto spogliare, mentre io ero rimasta con la biancheria intima. Poi mi ero avvicinata a lui.
“Ascoltami” gli dissi, accarezzandogli piano gli avambracci e il petto, per dare coraggio ad entrambi “Tu non ti sei mai fidato completamente di me. Non mi hai mai aperto il tuo cuore. Questo è stato ciò che mi ha ferita più di tutto. Perciò ora, se vuoi meritare il mio perdono, devo chiederti di affidarti completamente a me per stasera…e per tutte le volte in cui io ne avrò bisogno, in futuro.”
“Ti prego” aggiunsi, allo sguardo allarmato che già cominciava a formarglisi in volto “Sappi che non voglio farti del male in alcun modo. Non voglio umiliarti, non voglio insultarti. Anzi, voglio farti provare un piacere inimmaginabile. Voglio solo che ti affidi a me, senza pensare a nulla. Io ti sarò vicina in ogni secondo, non lascerò che tu sia preso da pensieri orribili e inutili sensi di colpa. Pensi di poter fare questo per me?” Il mio tono di voce si era fatto via via più calmo, più basso e serico, come quando si cerca di calmare un animale imprigionato e impaurito.
Guardai Alex in silenzio per quelle che parvero ore. Poi lui sospirò, abbassò gli occhi e mormorò un “Sì” quasi impercettibile. Il mio cuore saltò un battito e una scarica di adrenalina mi pervase. Gli presi il mento e glielo sollevai. “Guardami” gli chiesi, poi mi sporsi verso di lui e lo baciai piano sulle labbra, cercando di mettere in quel bacio tutto ciò che provavo in quel momento.

“Stenditi sul letto, per favore”. Alex obbedì.
Quando presi i wrists and ankle restraints per legarlo a quattro di bastoni sul letto, li guardò con apprensione e mormorò “Non so se…”. Lo zittii con uno sguardo. Mi avvicinai piano a lui, accarezzandogli la testa e spostandogli una ciocca bionda da davanti agli occhi. “Fidati di me. Anche se ti dico di stare fermo, un riflesso involontario può portarti ad usare le mani o muovere le gambe, è per questo che voglio usare questi. Non ti farò alcun male, ma se senti che sia veramente troppo per te mi puoi chiedere di fermarmi con quella parola di cui abbiamo discusso prima”. “Va bene” accondiscese lui.

Quando ebbi finito ammirai il risultato, e la vista di lui nudo e immobilizzato sul letto mi fece eccitare a dismisura. Espirai profondamente per calmarmi, poi presi la boccetta d’olio dal bagno e mi accoccolai tra le sue gambe. Mi tolsi il reggiseno e mi versai un po’ d’olio sui palmi delle mani.
Poi cominciai a baciargli ogni centimetro di pelle, a partire dai piedi.
Contemporaneamente gli sussurravo tante parole, con lo stesso tono calmante di prima. “Sei bellissimo così, lo sai? Sei splendido. Mi fa arrapare da matti vederti così. Adoro la tua pelle bianca, hai un odore e un sapore delizioso. Non me ne sono ancora stancata, dopo due anni…” Presi a leccargli e mordergli l’interno delle cosce, mentre gli massaggiavo la pancia piatta, tesa per la posizione in cui si trovava. Alex gemette piano, strattonando le corde. “E tu non mi hai mai lasciata scoprirti. Sei stato un egoista, distratto, testardo. Hai seguito solo i tuoi fugaci sentimenti del momento e non mi hai reputata degna di alcuna confidenza, non hai mai chiesto alcun consiglio. Hai lasciato le cose accadere, e a cosa ti ha portato? Hai spezzato il cuore a tre persone”. Così dicendo gli avevo preso le natiche con le due mani aperte facendogli sollevare il bacino, in modo da avere i suoi genitali in piena vista davanti a me. Tuttavia non li guardai, continuavo a guardarlo dritto negli occhi mentre parlavo. La sua espressione era di dispiacere, e di qualcos’altro che non capivo. “Mi dispiace” mormorò “Lo sai”.
“Sì, lo so” risposi altrettanto piano, continuando a massaggiargli l’interno cosce. Poi mi allungai su di lui, per guardarlo più da vicino. “Lo so” continuai “ma non mi posso fidare ancora totalmente di te. Voglio scoprire se tu vuoi davvero fidarti di me. Allora potrò perdonarti”. Gli baciai piano la fronte e lui chiuse gli occhi e sospirò. “Mi capisci?” sussurrai. “Sì” fu la risposta.
Gli baciai ancora la fronte e anche la punta del naso. Poi presi di nuovo la bottiglietta e gli versai un po’ d’olio sul petto. Sorridevo, mi sembrava di essere tornata una bambina in un negozio di peluche.
Gli massaggiai gli avambracci e il petto, godendo del solletico che mi facevano i suoi peli. “Sei delizioso. Non ho mai visto nessuno così appetitoso”. Gli feci l’occhiolino e gli pizzicai i capezzoli. Lui gemette e sospirò, gli occhi socchiusi. Quella reazione, insieme al senso di controllo crescente su di lui che provavo, mi fece bagnare ancora di più.
“Oh tesoro, sì” gemetti anch’io. Mi chinai ancora su di lui e gli massaggiai le braccia, fino a prendergli le mani e ad intrecciarle con le mie. Lo guardai, steso sotto di me, e sorrisi maliziosa mentre avvicinavo i miei seni al suo viso. Alex mi sorrise di rimando e tirò fuori la lingua per leccarmi un capezzolo. Mi allontanai bruscamente, continuando a sorridere, e lui rimase lì con la lingua da fuori, un po’ perplesso e un po’ deluso. “Oh no, no, caro” gli sussurrai con voce vellutata “Non ti meriti ancora di toccare né leccare nessuna parte di me”. Lui fece il broncio e io risi. “Sei adorabile” dissi, tirandogli via i capelli dal collo e leccandogli il lobo dell’orecchio e il collo per tutta la sua lunghezza. Poi gli morsi i capezzoli.
Gli massaggiai a lungo il petto, i fianchi e le cosce, sfiorando ogni tanto i suoi genitali, senza toccarli. I suoi gemiti si alternavano a sospiri. Continuai a sussurrargli “Mi fai eccitare tanto…sono già così bagnata…vuoi sentire?” Lui annuì vigorosamente, io mi tolsi le mutandine e mi sedetti a cavalcioni su una sua coscia, su cui strusciai il mio sesso bagnato, continuando a guardarlo. Lui spalancò gli occhi e si morse il labbro, muovendo involontariamente il bacino verso l’alto.
“Mi vuoi?” gli chiesi “Vorresti scoparmi adesso, vero?”. “Sì, sì, sì” esalò lui.
“Beh, io non penso proprio. Abbiamo appena cominciato, mi stavo divertendo” risposi crudele.
Cominciai finalmente a massaggiarli l’interno cosce, poi passai delicatamente ai suoi testicoli e al suo pene, già eretto. Poi lo presi con più forza (Alex inspirò velocemente) e versai qualche goccia d’olio sulla cappella. Cominciai a masturbarlo lentamente, insistendo sulla punta. Ora Alex gemeva apertamente di piacere e muoveva il bacino per accompagnare i movimenti della mia mano. “Il tuo cazzo è bellissimo come ogni altra parte di te. Non sono gelosa del fatto che l’hai usato con un’altra donna non è un vestito che si consuma con l’usura. Lo sai, vero, che io la penso così?” Lui mi guardò, fermandosi, senza sapere cosa rispondere.
Mi stesi affianco a lui, tenendogli la testa con una mano e continuando a masturbarlo con l’altra. “Ma ora lo voglio tutto per me, questo bellissimo cazzo. Ho bisogno di sapere che sei così duro e desideroso solo per me” intensificai il movimento, e lui grugnì di piacere. “Lo sei?” chiesi con voce dura, e glielo strinsi alla base. Lui piagnucolò “Sì”. “Solo per me?” insistetti, stringendolo di più “Ti prego, dimmelo” sussurrai, avvicinandomi al suo viso e leccandolo a lato delle labbra. “Sì, sì, amore mio, sono tuo…non ho mai voluto una donna così tanto”. Quando ebbe finito di pronunciare queste parole, gli chiusi la bocca con un bacio e per la prima volta gli infilai la lingua in bocca e lasciai che le nostre lingue si accarezzassero a lungo. “Anche io non ho mai voluto un uomo così tanto” risposi.
Smisi di toccarlo e mi misi a cavalcioni su di lui, strofinandomi su tutta la sua lunghezza.
“Sai, ora sono così eccitata che vorrei solo infilarti dentro di me ed usarti come un giocattolo”. “Oh sì, scopami, ti prego” gemette lui. Storsi la bocca in una smorfia dispiaciuta “Ma non mi sento ancora pronta. Penso che andrebbe a finire come tutte le altre volte, un paio di botte, forse raggiungeremmo l’orgasmo o forse ci stancheremmo prima, e rimpiangeremmo anche solo di aver cominciato. No…voglio fare un’altra cosa ora.”
Potei quasi sentire il suo cuore saltare un battito. “Ti prego, non ti preoccupare. Rilassati soltanto. Fidati di me. Mi ringrazierai” sussurrai.
Presi ancora un po’ d’olio e continuai a masturbarlo, massaggiandogli i testicoli e spostandomi pian piano verso il suo perineo. Al tocco delle mie mani aggiunsi la lingua, gli leccai e succhiai tutti i testicoli, fino ad arrivare all’ano. Gli massaggiavo piano tutti i muscoli dell’interno coscia per sciogliere la tensione, alternando una leccata alla parola “Rilassati” in tono sempre più calmante.
“Bravo, sei il mio bambino bellissimo…bravo, sei così bravo…ecco…” e, gemendo ad occhi chiusi, sempre più incontrollatamente, Alex ricevette un mio dito all’interno di sé. Cominciai a muoverlo piano nel modo in cui avevo letto, per toccare la prostata, e l’effetto fu stupefacente. Alex emise un grugnito animalesco e spalancò gli occhi. “Ti piace?” chiesi. Lui, continuando a gemere roco, disse “Sì”. “Vuoi che continui?” “Sì, sì…ti prego, sì…oh cazzo, sì” Riuscii ad inserire anche un secondo dito e continuai a massaggiarlo sempre più forte, mentre lui grugniva incontrollabilmente. Il suo cazzo duro e pulsante sobbalzava sul suo stomaco e dalla punta usciva un po’ di liquido. Feci scorrere piano due unghie sulla sua punta rossa e pulsante e lui gemette disperato. “Vuoi che ti tocchi? Vuoi che ti faccia una sega mentre ho due dita nel tuo culo?” lo schernii. Lui rispose disperato “Ti prego, ti prego…”
“No, non voglio…però, se mi prometti che farai il bravo e non la userai per altro, ti slegherò la mano destra e ti concederò di masturbarti mentre io ti faccio venire con due dita in culo. Va bene? Farai il bravo?”
“Sì, te lo prometto”. Gli slegai febbrilmente la mano destra e gli dissi “Avanti…fammi vedere come ti tocchi…fammi sentire quanto ti piace”.
Lui cominciò a masturbarsi velocissimo e io continuai a colpirgli la prostata con le mie dita, finché non cominciò a contorcersi e a bestemmiare, e dei potenti schizzi di sperma eruppero dal suo cazzo. Osservai i primi finire sul suo stomaco, poi mi chinai in avanti e gli presi la cappella in bocca, succhiando e ingoiando il resto. Tra brividi e urla, il suo orgasmo pian piano si calmò ed Alex rilassò tutti i muscoli, crollò con la testa sul cuscino e sospirò.
Lo slegai e mi stesi accanto a lui. Lui mi passò un braccio attorno alle spalle, mi attirò a sé e mi baciò profondamente.

“E allora, è stato così male?” chiesi. “No” rispose lui “E’ stato l’orgasmo più incredibile che abbia mai avuto”.
“Sono contenta di saperlo” risposi “Ma io sono ancora tremendamente arrapata. Per cui ora direi che tu devi ricambiare il favore”. Lo vidi rattristarsi visibilmente. “Ma io non sono capace di farti venire…lo sai, non ci sono mai riuscito senza che tu ti toccassi anche da sola”. Gli sorrisi incoraggiante e dissi “Ti guiderò io. Ti dirò dove e come devi toccarmi…ma ho bisogno di sentire le tue mani e la tua lingua su di me, dopo tanto tempo. Ti prego, tesoro…”. Lui mi baciò di nuovo. “Va bene” disse.
Lo strinsi a me. “Baciami il viso, le orecchie il collo, succhiami i capezzoli…voglio sentire che mi vuoi”. Lui fece come gli avevo detto, e guardarlo negli occhi mentre si attaccava ai miei capezzoli come un disperato mi fece quasi svenire dal piacere. Continuò a baciarmi fino al pube. Lì lo trattenni per i capelli e spiegai “Comincia piano. Leccami il clitoride senza togliere la pelle che lo copre. È sensibile… e massaggiami anche con le dita”. Lui obbedì e cominciò piano. La sua bocca calda mi assaggiava con reverenza e io pensai che avrei voluto rimanere così per sempre, con Alex in mezzo alle mie cosce.
“Mettimi due dita dentro, adesso…così, piano…” gemetti “Bravo, ora muovile ad uncino verso di te” gli mostrai con la mia mano come fare. “Oh sì, così…bravo, tesoro mio, così, più forte! Non preoccuparti, non mi fai male, muovile forte!!!” cominciai ad urlare mentre Alex colpiva il mio punto G. Ero stata eccitata così a lungo che ero già sull’orlo dell’orgasmo. “Sfregami anche il clitoride…sì…oddio…” sentii le onde dell’orgasmo avvicinarsi e poi assalirmi. Urlai a gola spiegata, dicendogli di non fermarsi, finché non fui completamente esausta. Poi lui ritirò le sue dita, coperte dei miei copiosi umori vischiosi, e me le infilò in bocca. Io le succhiai sentendo il mio sapore mentre Alex mi guardava estasiato.

“Sei bellissima” disse. “Ti amo” dicemmo entrambi in comtemporanea.
Ci stendemmo fianco a fianco e dormimmo profondamente, riappacificati.

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19/03/2015 17:25

beatrice.mi

E ' vero max!! i commenti mi han fatto davvero ridere!!

19/03/2015 10:32

max

Eh dai confessa che poi hai letto i commenti e ti sei fatta due risate. ...se vuoi vendicarti puoi sempre leggere le mie, id 8547 e 8809

19/03/2015 10:08

beatrice.mi

cmq max all inizio, subito dopo aver letto la storia "porco in albergo" , ti ho mandato qualche accidente..... poi mi e ' passata la minima rabbia che mi e ' presa!!

18/03/2015 10:22

max

Grazie dell'augurio ,è successo in passato ma ormai non sono più cosi affascinante da ottenere tali attenzioni,e spero vivamente per lui che non capiti,perché non sono neanche più cosi tollerante. :-) PS,vedi popy che non è poi così stupida come credevi?

18/03/2015 10:11

beatrice.mi

Devo dire che tu , max, hai il senso dell umorismo sviluppato! Credo che il tuo consiglio per leggere "porco in albergo" sia ironico! E ' davvero una storia stupida e ridicola!! Comunque ce ne e' qualcuna apprezzabile in questo sito!! Ti meriti un bel vaffan.... no dai , per stavolta saro' buona!! TI auguro un incontro con un bel omosessuale che si innamora di te..... e che fara' di tutto per mettertelo li'!! ahahah! ciao

17/03/2015 16:54

popy

Dipende??? Io dico che dopo averlo letto ti manderà tanti di quei accidenti che se ti colpiscono solo la metà rimani fulminato

17/03/2015 15:33

max

Dipende popy, dipende

17/03/2015 14:27

popy

Max ti sei fatto un amica , sai come ti stimerá dopo che avrà letto il racconto che gli hai consigliato?

17/03/2015 10:34

beatrice.mi

te max sei un uomo e quindi a te va anche bene che ci siano donne cosi stupide!! Comunque grazie del consiglio !! Andro ' a cercare "porco in albergo"!

17/03/2015 07:54

max

Quante storie Beatrice se va bene a lei lasciala fare no? Tanto è una donna e avrà tempo e modo di vendicarsi in futuro. ...per i racconti invece, visto che ti piace il genere, cerca "porco in albergo " ne rimarrai estasiata

16/03/2015 12:27

beatrice.mi

Povera illusa! Ti piace soffrire! Lui con una stupiida come te fa quello che vuole e tornera a tradirti! Quante donne vogliose di soffrire che ci son al mondo!! A me e ' successa una cosa simile! Ma lo sai che soddisfazione aver preso una decisione forte, anche se all inizio doloraosa, di mandare a quel paese definitivamente il mio ex dopo che ho scoperto che mi tradiva!! Che spettacolo vederlo soffrire quando ha fatto di tutto per riconquistarmi! Io non ho mai ceduto e non mi e mai passata per la tasta la decisione di perdonarlo!! Stavo quasi per denunciarlo per staking!! Poi ha smesso! Povere colleghe fragili , destinate a soffrire, perche siete voi la causa dei vostri mali!!Vi manca l autistima e l amor proprio per vivere felici! Chiaramente non sto generalizzando a tutte le donne! ma una parte di donne nel mondo si comporta come questa alabaster e ,secondo me , son destinate ad essere prese in giro da certi uomini!! Svegliatevi donne!! Concludo dicendo che e' la prima volta che vengo in questo sito e mi sembra interessante, tranne qualche storia stupida che ho letto!!

16/03/2015 12:09

anonimox

che stronzata!!

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