ROMANZO NINFO - 1^ parte

ROMANZO NINFO - 1^ parte

Ho divorziato da mia moglie Laura due anni fa. Dopo il matrimonio, era diventata sempre più "calda" ed ossessionata dallo scopare. Si sentiva finalmente libera dal controllo dei genitori e voleva sfogare tutti i suoi istinti erotici repressi.
All'inizio sono riuscito a starle dietro ma, visto che lei non lavorava e non avevamo figli, le attenzioni sessuali che pretendeva sono diventate via via maniacali.
Esigeva di avere sempre ed a qualsiasi ora un servizio composto da:
- una lunga ed efficace leccata di fica con minimo un orgasmo (suo)
- una bella erezione per un pompino professionale con un orgasmo (mio)
- una sana scopata mista, metà in posizione davanti e metà alla pecorina, con vari orgasmi suoi ed uno mio
- una robusta inculata con vari orgasmi (suoi).

A causa di questa iper-attività sessuale e dello stress da lavoro, nel giro di 18 mesi ho cominciato a soffrire di disfunzione erettile (impotenza).
Naturalmente lei era insoddisfatta ed io stanco di avere una moglie ninfomane. Morale: ci siamo separati, abbiamo divorziato, io ho trovato una nuova compagna "normale", ho recuperato la mia virilità, e non ci siamo più visti ne' sentiti per due anni. Finchè, una notte di due mesi fa, alle 2:12 del mattino, ricevo una telefonata dalla polizia.
- Sono il brigadiere ########## del distretto di polizia ###################. C'è qui la sua ex moglie ###########, è stata coinvolta in una presunta aggressione sessuale e ci ha chiesto di avvisare lei. Vista l'ora, l'ho chiamata per sapere se è disposto a venire qui al distretto stanotte stessa.
- Mah... non so... è una cosa grave?
- Non sono autorizzato a rivelare nessun dettaglio per telefono. Se vuole, può venire anche domattina. L'indirizzo è via ##############. Chieda del commissario #########...
- No no, mi scusi, il tempo di vestirmi e vi raggiungo con la macchina. Grazie.
- Grazie a lei. Buonanotte...
Ho spiegato La
Ok, avevamo divorziato e lei era una mezza vacca, però era un'emergenza, aveva bisogno di aiuto e non potevo lasciarla sola.
Mi sono precipitato al distretto di Polizia. Me l'hanno fatta vedere solo da lontano, sembrava non fosse ferita.
- Sta bene? Ho chiesto al commissario che mi accompagnava.
- Sì, sta bene, ma non posso dire lo stesso dei due balordi che le sono entrati in casa.
- Gli avete sparato? Li avete picchiati? Guardi che io sto dalla vostra parte. Se potessi, gliele darei anch'io!
- No, no, si sieda... mi lasci raccontare come si sono svolti i fatti. Erano le 19:30 circa, la sua ex moglie è tornata a casa con la metro ed è scesa a Porta Ticinese. Quando ha imboccato viale Gian Galeazzo, si è accorta di essere seguita da due giovani con felpa e cappuccio. Ha affrettato il passo e li ha persi di vista, è arrivata al civico ### di via ############ ed ha infilato le chiavi nel portone. Ecco, a questo punto le due versioni sono completamente diverse.
- Quali versioni? Li avete presi quei fottuti bastardi?
- Sì, li abbiamo fermati. Sono piantonati nell'ufficio qui vicino. Venga, glieli faccio vedere dalla porta, ma stia zitto e non faccia sciocchezze!
Erano in mutande, seduti davanti ad una scrivania, mezzi ubriachi, con la faccia livida e due borse del ghiaccio sui genitali. Siamo tornati nel suo ufficio.
- Pezzi di merda! Avete fatto bene a prenderli a calci nelle balle, così imparano a...
- Mi lasci finire... come dicevo prima, le versioni sono due. La sua ex moglie afferma che, infilate le chiavi nel portone, all'improvviso sono ricomparsi tutti e due, le hanno tappato la bocca e l'hanno spinta fin dentro il suo appartemento costringendola ad aprire. Che lei ha provato a divincolarsi, ma che loro l'hanno immobilizzata, spogliata e sottoposta per due ore ad ogni tipo di nefandezze.
- Nefandezze di che tipo... vuole essere più chiaro?
CONTINUA

Vota la storia:




Non ci sono commenti

Per commentare registrati o effettua il login

LOGIN
REGISTRATI

Errore

Hai dimenticato la password? Errore
Attendere prego
Registrati ora!