• Pubblicata il:
  • Autore: RAY DONOVAN
  • Categoria: Racconti etero
  • Pubblicata il:
  • Autore: RAY DONOVAN
  • Categoria: Racconti etero

SCOPATE CUBANE - prima parte

SCOPATE CUBANE - prima parte Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo... Solo che il bar non era quello della canzone di Gino Paoli, ma di una discoteca dell'Havana, a Cuba. Tutti e quattro reduci da storie finite male e desiderosi di dimenticare. Tra un bicchiere di rum e coca ed un bicchiere di coca e rum, a ripetizione, cercavamo di scegliere, tra le tante che si offrivano, quale ragazza scopare. Gli altri tre si erano già accompagnati a girls compiacenti, mentre io ero ancora indeciso. Merivel era meticcia, carina e sembrava essere sola. Ballava ondeggiando il sedere contenuto a fatica nel vestito-minigonna luccicante ricoperto di strass. Stavo sorseggiando l'ennesimo cuba libre a bordo pista e l'ho notata. Giovane, bel culo e belle cosce, ballando mostrava le chiappe quasi nude e forse portava solo un perizoma. Anche se sono negato (in Italia mai, ma a Cuba chi cazzo mi conosce?), mi sono messo a ballare vicino a lei. I nostri sguardi si sono incrociati con un reciproco sorriso. A l'Havana, se sei straniero, questo basta ed avanza per essere "intortato" dalle girls professioniste o improvvisate. Ho sbirciato nella scollatura del vestito ed ho intravisto due seni giovani e sodi. Con un passo in più, sono arrivato a sfiorarla. Lei non si tirava indietro e le ho strusciato la patta dei pantaloni sul basso ventre. Ho provato a baciarla e lei c'è stata. Mentre ballavamo e ci baciavamo, le ho palpato il culo. Lei ha ricambiato premendo il pube contro il mio membro ed ha sentito che era duro. Ero italiano e tanto bastava. Mi ha preso la mano e siamo usciti dal locale. L'appartamento al terzo piano, affittato tramite un taxista-faccendiere che ci aveva intortato all'aeroporto, era abbastanza vicino. Lei profumava di lavanda ed il clima caldo era mitigato da una leggera brezza proveniente dal mare. L'Havana viveva una notte qualsiasi, pigra ed illuminata dalla luna piena e dai pochi lampioni del centro. Quando siamo arrivati, gli altri dormivano nudi insieme alle loro escort occasionali, storditi dall'alcool e dal sesso. Letti e divano erano occupati, ma Merivel non ha fatto una piega, mi ha spinto verso il balcone e ci siamo seduti lì fuori come due fidanzatini. Era bello vedere la città dall'alto. Malgrado la povertà diffusa, si udivano le chiacchiere dei passanti e si respirava una inspiegabile aria di allegria. Lei parlava... parlava. Di suo figlio che viveva con la nonna in un paesino distante. Là, tutte le girls hanno un "nino", un figlio da mantenere però, stranamente, non te lo fanno mai incontrare! Raccontava di lei che era costretta a fare la vita perchè non c'era lavoro, delle difficoltà, ma anche della sua splendida isola e della vecchia revolutiòn, che difendeva con orgoglio. Io non capivo tutto quel che diceva, ma mi piaceva guardare il panorama cullato dalla sua voce calma e mansueta, lontana anni luce da quella sempre incazzata della mia ex moglie. Stavo per addormentarmi, quando lei ha sollevato la gonna del vestito, si è messa a cavalcioni sulle mie gambe e mi ha piantato la lingua in bocca. Poi mi ha sbottonato la camicia ed ha leccato il mio petto scivolando giù giù fino all'ombelico. Ringalluzzito, ho abbassato calzoni e boxer ed ho liberato il mio fratellino già dritto, rigido e pronto a fare il suo dovere. Il perizoma è volato via in un attimo, lei mi ha infilato un preservativo preso dalla borsetta e si è auto-penetrata con delicatezza, muovendosi su, giù, avanti, indietro, con lentezza, velocità e pause degne di una professionista. CONTINUA

Vota la storia:




Non ci sono commenti

Per commentare registrati o effettua il login

LOGIN
REGISTRATI

Errore

Hai dimenticato la password? Errore
Attendere prego
Registrati ora!