Ti aerò per sempre - L' INIZIO

In un caldo pomeriggio d' estate di circa 9 anni fa, mia moglie entra trafelata in ufficio. Ci baciamo e lei mi prende la mano, portandola verso il suo pube.
- Amore...baciami...-
Dire che sono stupito dal suo comportamento significa usare un eufemismo, ma, vedendola in quello stato di sovraeccitazione, mi affretto a chiudere la porta a chiave. Lei si è seduta sulla poltrona, ha sollevato la corta e leggera gonna chiara e si sta sfilando il minuscolo perizoma. Liberatasi dall' impiccio appoggia i piedi sui braccioli, per meglio divaricare le gambe.
Mi inginocchio sul tappeto e bacio la sua vulva, ne assaporo gli umori dal gusto asprigno.
Pochi secondi, forse un minuto, e lei gode, inarcando la schiena più e più volte.
Sto per alzarmi, ma lei mi blocca la testa contro il pube dicendo: - Ancora, non ti fermare.-
Stavolta le mie manovre durano qualche minuto prima che abbia un nuovo orgasmo. Io mi trattengo fra le sue cosce, finchè lei mi dice:
- Adesso basta, amore... Wow, ci voleva proprio.-
Apre la porta del bagno privato ed entra. Io mi siedo sul divano e, quando esce, le afferro una mano e la faccio sedere accanto a me.
E' calma, rilassata; si appoggia contro lo schienale e mi sorride:
- Beh, cosa c'è?-
- Come, cosa c'è...lo chiedo a te "cosa c'è". Non mi dici niente? Come mai questa improvvisata?-
- Mah...così, niente di importante.-
- Non sarà importante ma...sì, sono curioso, e lo vorrei sapere, se me lo vuoi dire.-
- Ok. Oggi ero alla spiaggia. Mentre rientravo, mi sono ricordata che a casa manca il caffè, e sono andata al minimarket. Sai com'è, entri per comprare una cosa e finisci per fare il giro degli scaffali. A quell' ora, il market è praticamente deserto. C' è solo un uomo anziano, con i capelli bianchi che sembra interessato agli stessi articoli che cerco io. Non mi sta proprio addosso, ma è sempre a non più di due metri di distanza. Ad un certo punto, un pò infastidita, mi volto a guardarlo e lui mi sorride. Che sfacciato. Alla sua età, poi.- Penso .
Sono arrivata allo scaffale del caffè, sempre seguita dal vecchietto. Ora basta, mi volto bruscamente, decisa a dirgli di smetterla di importunarmi. Lo guardo fisso, e sto per mandarlo a quel paese, quando lui, dopo aver rinnovato il sorriso, comincia a fare "linguetta".
Mi blocco; il suo comportamento è talmente assurdo che non so più cosa fare, cosa dire. Continuo a fissarlo, indecisa. Lui, evidentemente equivocando il mio atteggiamento, si abbassa velocemente la lampo dei pantaloni, scoprendo uno slip bianco, che a malapena copre un notevole gonfiore. Lui continua a muovere la lingua come se stesse...e intanto si accarezza il turgore. A quel punto mi scuoto, afferro la lattina del caffè e mi dirigo velocemente alla cassa. Lui non mi segue, io lo guardo un' ultima volta e lui mi rivolge un tenero sorriso, facendo spallucce come a voler dire "peccato". Automaticamente, senza realmente volerlo gli sorrido anch' io l' acquisto sul tappetino della cassa. La cassiera mi guarda, stupita, e mi dice sottovoce:
- Scusi, signora, ma forse ha un piccolo problema.-
- Io? No, non mi sembra.-
- Signora, guardi la gonna...-
Io controllo: davanti è tutto a posto, mi volto per sbirciare dietro e...ho il sedere praticamente scoperto. Scendendo dall' auto, l’ orlo della gonna si è sollevato ed è rimasto così, mezzo infilato nell' elastico che ha in vita. Mi affretto a ricompormi, afferro la borsina con la spesa e salgo in macchina. Ora capisco il comportamento di quell' uomo. Evidentemente aveva trovato eccitante lo spettacolo che gli offrivo. -
Sembra che Roberta non voglia proseguire.
- Beh - dico - tutto qui? Hai solo mostrato il tuo splendido...culo, e beato chi si è goduto lo spettacolo: ma che c' entra con...con la tua eccitazione? -

- C' entra - sospira lei - c' entra. Vedi, quel vecchietto si è eccitato a vedere il mio...sedere, e io, mentre guido, continuo a pensare a lui, a lui che muove oscenamente la lingua guardandomi, e fissandomi negli occhi si accarezza quel grosso...affare che ha negli slip. Bene, mi sono eccitata, all' improvviso. Continuo a vedere la sua mano che si accarezza e immagino come doveva essere, quel...cazzo. Penso che, per tutto il tempo in cui mi sono aggirata fra gli scaffali ho avuto il sedere esposto al suo sguardo, e anche questo pensiero aumenta l' eccitazione. Per fortuna ero qui vicino, altrimenti avrei dovuto fermarmi da qualche parte e masturbarmi. Ero troppo eccitata per resistere- .
Resto in silenzio: per darmi un tono accendo una sigaretta, ma veramente non so cosa dire.
- Dì - mi chiede prendendomi la mano - sei offeso? Ti dispiace che mi sia eccitata pensando ad un altro? Non è lui, è la situazione...-
- Ma no, figurati - manifesto una sicurezza che non provo - figurati se sono geloso di un vecchio che ti ha guardato il sedere. E...com' era il vecchietto?-
- Beh, avrà avuto 60 anni o poco più, alto più o meno come me, corporatura media, capelli bianchi. Niente di particolare. -
- Niente - replico con un sorriso - a parte un cazzo che si è gonfiato in tuo onore-.
- Ecco, quello sì - risponde con un sorriso alzandosi dal divano - E ora lasciami andare, che devo correre a casa a preparare la cena. Stasera...vedrai che sorpresa.-

Quell' episodio apparentemente insignificante rappresentò il punto di svolta della nostra vita coniugale.

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