• Pubblicata il:
  • Autore: FEDERICO AMARCORD
  • Categoria: Racconti trans
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  • Categoria: Racconti trans

TRANS O NON TRANS?

Anche se molti di voi non ci crederanno, quella che sto per raccontarvi è una storia realmente accaduta a Bologna alla fine degli anni '70. Dario, di due anni più vecchio di me, era davvero quello che si definisce un bel ragazzo Genitori benestanti, alto, occhi azzurro-cenere, biondo, fisico perfetto. E non perchè facesse palestra o si allenasse, anzi, negli sport risultava piuttosto goffo. Era semplicemente stato baciato da madre natura, tutto qui. Pur non essendo un campione di cultura, era intelligente e molto, molto simpatico. Anche se le ragazze gli correvano dietro, lui non se la "tirava" e, spesso, sembrava che tenesse più agli amici che alla "gnòcca". In quegli anni, prosperaravano le discoteche e tutti, dico tutti i giovani le frequentavano per trovarsi una ragazza o un ragazzo. Giravano tanti soldi e relativamente poca droga, ed i gestori si potevano permettere di ingaggiare artisti di primo piano per riempire ancora di più i loro locali. Il caso volle che, quella sera di settembre, io, lui ed alcuni amici partiti da Castelmaggiore, fossimo tra il pubblico di una nota discoteca dei colli bolognesi per assistere allo spettacolo di una cantante straniera. Bellissima e misteriosa, C'era chi diceva fosse un uomo chi una donna un trans o un travestito Lei alimentava con abilità questi dubbi senza confermarli ne' smentirli e faceva soldi a palate. Spregiudicata e disinibita, a volte, alla fine dello spettacolo, invitava qualcuno del pubblico a seguirla in camerino. Quella sera toccò proprio a lui. Dario non se lo fece ripetere due volte, tra i fischi e gli applausi di altre 500 persone, si alzò dalla pista su cui eravamo seduti per essere nelle prime file, raggiunse il palco e venne accompagnato in camerino. Non era per niente spaventato, anzi. Non vedeva l'ora di scoprire se lei fosse donna, uomo, travestito o trans, e di raccontarlo agli amici. Lei lo accolse in vestaglia e mutande. Il bel viso senza peli ed i lunghi capelli, la bocca decorata da un plotone di denti bianchi ben visibili, i fianchi abbastanza pronunciati e le gambe affusolate la facevano sembrare una donna. Il seno appena accennato e la voce un po' maschile ricordavano un uomo. Non restava che esplorare se avesse il pene o la fica. - Come ti chiami, bèlo ragàzo? Disse lei col suo italiano stentato. - Dario, rispose lui. - Sei magiorène? - Maggiorenne e vaccinato... A quei tempi (bei tempi) l'AIDS non esisteva e la promisquità sessuale era molto più diffusa. Se ti prendevi lo scolo, le creste di gallo o addirittura la sifilide, bastava curarsi con gli antibiotici adeguati e si guariva abbastanza in fretta. Insomma, si scopazzava a destra ed a manca senza particolari paure. Dario non si fece pregare e cominciò a leccarle il collo ed a spingere la patta dei suoi jeans contro il pube di lei. Voleva baciarla, fare lingua a lingua, assaggiare ogni parte di quel corpo così sexy e misterioso. Ma lei si ritraeva. - No baciare, disse mentre si inginocchiava ed apriva i suoi jeans ingoiando il cazzo già duro. Dario si abbandonò a quel sublime pompino e, dopo pochi minuti, le sborrò in bocca. Poi disse: - Adesso tocca a me... La spinse sul divano e si accovacciò, aprì la vestaglia e rimase deluso da quelle tettine così piccole e inutili. Perfino i capezzoli erano scarsi. Pensò: "Questa non è una vera donna...", ma proseguì l'esplorazione togliendole le mutande e, con soddisfazione, non vide nessun pene e nessun testicolo. La peluria era normale e la fica sembrava una fica. Si mise a leccarla con avidità, ma lei non provava alcun piacere e non si bagnava. Osservandola bene, notò che il clitoride non si vedeva e le piccole e grandi labbra erano simmetriche, troppo simmetriche per una femmina normale. Tuttavia il suo cazzo era di nuovo eretto e decise di andare fino in fondo. Puntò la cappella contro la vagina, ma lei lo fermò subito e si girò alla pecorina dicendo: - No, no lì, metimèlo in culo... Dario obbedì e la penetrò nell'ano già dilatato ed accogliente senza nessuna difficoltà. Dopo pochi minuti, finalmente lei cominciò a mugolare ed a muoversi in fretta, sempre più in fretta, fino a raggiungere uno squassante orgasmo condito da gemiti gutturali. Dopo aver eiaculato con il pompino, Dario era molto resistente e continuò a pomparla dandole qualche schiaffo sui glutei e canticchiando una delle sue canzoni più famose. Dopo il secondo orgasmo di lei, chiuse gli occhi ed accellerò il ritmo finchè non le riempì il culo di sperma. - Bèlo ragàzo, disse lei accasciandosi sul divano... - Bèlo ragàzo anche tu, disse lui con malizia, estraendo il pene dall'orefizio. Dopo un veloce saluto, Dario uscì dal camerino scortato da una body guard e si diresse al parcheggio dove lo aspettavamo noi. - Allora? Sussurrò uno degli amici, uomo o donna? - Boh, rispose lui mettendosi a ridere.

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