• Pubblicata il:
  • Autore: RUGGERO
  • Categoria: Racconti trans
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UNA FIGA CON L'UCCELLO - I parte - città Piacenza

UNA FIGA CON L'UCCELLO - I parte - città Piacenza Non assomiglio a Brad Pitt, ma sono sano, piuttosto intelligente ed ho un corpo atletico. Però non sono mai stato a mio agio con le donne Per farla breve, sono uno sfigato con la S maiuscola e, per di più, vergine a 20 anni! Venerdì scorso, Luciano (Luci), uno dei pochi amici veri, mi ha trascinato per l'ennesima volta ad un gnocca-party al Village 2.0. Come al solito, mi sono messo in un angolo. - Forza Roger, non puoi rimanere qui da solo a bere birra tutta la notte. Guarda quante belle fighe che non aspettano altro che essere inganzate e conoscerci... - Ok, ok Luci, ti ringrazio, finisco questa Heineken e poi mi dò da fare, tranquillo... Si è allontanato ed ha attaccato pezza ad una bellissima ragazza nera, di chiare origini esotiche. Ho continuato a bere la birra, riflettendo sulla mia pietosa esistenza. Poi una barista si è avvicinata e mi ha portato un gin tonic. - Guarda che ti sbagli, io non ho ordinato... - Lo so, lo so... te lo offre quella tipa seduta là in fondo... Mi sono girato ed ho visto la "tipa". Era proprio quella con cui il mio amico aveva parlato poco prima. Era di una bellezza imbarazzante: nera, labbra carnose, fisico scolpito, folti capelli ricci che incorniciavano un viso da favola. I suoi occhi guardavano verso di me. Ho subito pensato: "Cazzo Luci, così sei troppo spudorato! Adesso mi fai anche da ruffiano?" Deciso a non fare l'ennesima figura di merda, l'ho ignorata... anzi, l'ho ignorata finchè ho potuto. Infatti lei si è alzata e mi è venuta incontro. La sua pelle scura faceva risaltare ancora di più una schiera di denti bianchissimi che, quando sorrideva, illuminavano il suo volto. Dovevo fare qualcosa, dovevo dire qualcosa, invece... Si è seduta accanto a me e, da vicino, era ancora più bella. Sognavo ad occhi aperti... "Mentre la scopavo a pecorina, allungavo la mano destra e l'afferravo per i capelli, strattonandola in sincronia con le spinte del mio uccello. Con la sinistra, le strizzavo le tette e, ogni tanto, le stimolavo il grilletto. Per fingere un po' di contegno, lei inarcava la schiena nera e cercava di controllare gli spasmi, ma le sue grida strozzate sono ben presto sfociate in un orgasmo fragoroso e devastante..." - Hey, mi stai ascoltando? - Scusa... ero distratto, puoi ripetere? - Dicevo che è da un po' che ti guardo e speravo fossi tu ad intortarmi... ma evidentemente... CONTINUA

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