UNA MATTINA DI ORDINARIA FOLLIA - Faenza (RA) - primo tempo

Quella mattina mi sono svegliato prima del solito. Avevo dormito male, incubi e tristi pensieri avevano disturbato il mio sonno già di per sè instabile.
Ce n'era per tutti i gusti: la mia ex moglie che si faceva mantenere anche se eravamo separati da oltre 10 anni, nostra figlia che a 30 anni suonati non faceva un cazzo e spalleggiava la madre, il titolare dell'azienda di trasporti di cui ero direttore amministrativo che mi dava il tormento con pretese sempre più assurde, il conto corrente bancario che correva troppo veloce, la mia salute che vacillava sotto i colpi dell'età (56), ecc. ecc. ecc.
Mi sentivo esausto, privo di forze, di volontà, di fiducia in me stesso. Ho acceso la abat jours ed ho notato un ragno che, nell'angolo del soffitto, aveva catturato un moscerino e lo stava avvolgendo di bava per immobilizzarlo e succhiarne le sostanze vitali.
Con ogni probabilità, il ragno non aveva una ex che si faceva mantenere e una figlia troia e scansafatiche, non aveva un capo che gli dava la colpa della crisi aziendale e lo mobbava, non aveva un conto corrente bancario quasi sempre in rosso e la sua salute era ottima!
Invece io ero pieno di problemi... ma perchè? Chi me lo faceva fare? Molti extracomunitari arrivano in Italia con la moglie, sfornano figli a ripetizione e si fanno pagare vitto, alloggio e bollette dal Comune di residenza. E lo stesso vale per i "matti". Se non sono socialmente pericolosi, hanno diritto ad alloggio ed utenze gratis e ad un assegno mensile di mantenimento.
E' stata una vera illuminazione!
Mi sono alzato e non mi sono NE' lavato, NE' fatto la barba, NE' pettinato. Ho fatto colazione con una bottiglia di vino ed un po' di salame, e mi sono messo giacca, cravatta e camicia puzzolente del giorno prima. Dulcis in fundo, sono arrivato volutamente con più di un'ora di ritardo.
Il vecchio padrone era nel corridoio che mi aspettava, non vedeva l'ora di fare una scenata ad alta voce per richiamare l'attenzione degli altri impiegati e ordinare il mio licenziamento. Peccato che, prima che cominciasse a parlare, mi sono abbassato pantaloni, mutande e, sorridendo, ho tirato fuori l'uccello e gli ho pisciato addosso davanti alla sua segretaria.
Lui è diventato paonazzo ma è rimasto senza parole, mentre lei ha cominciato a urlare. Così li ho spinti dentro l'ufficio minacciandoli con la mano a forma di pistola dentro la tasca della giacca ed ho chiuso la porta a chiave. Ero calmo, rilassato... stavo benissimo!

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