• Pubblicata il:
  • Autore: PIERO MARIA CALAMBRETTI
  • Categoria: Racconti etero
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UNA SANA SCOPATA

È il 7 gennaio 2017, domani si ritorna a scuola, ultimo anno devo fare l’esame di stato. Alle 15 e 30, chiama a casa mia zia Anna, io sono steso sul letto a non far nulla. Dopo l’ultimo litigio con mia nonna mia zia è andata a vivere da sola. Impiegata, 48 anni, molto bella, capelli a caschetto con una terza di seno, indossa minigonne anche quando fa freddo e sotto si vedono bene le calze autoreggenti o i laccetti dei reggicalze. Ha una specie di compagno e sovente vengono a mangiare a casa. Non nascondo che spesso, mi sono segato dopo aver visto gli slip o il seno. Sento che mia zia sta chiedendo a mia mamma se vado a darle una mano per il trasloco. Alle 16 mi passa a prendere, la casa preso in fitto è a 200 metri da dove abitiamo noi. Mi porta in cucina e mi dice sistema le mie cose. Inizio a prendere le cose dagli scatoloni, incazzato perché mi ha lasciato da solo a sistemare le sue cose. Dopo un’ora finisco e vado a cercarla. La trovo un camera, stesa sul letto mentre si tocca la figa. Mi sento imbarazzato non so che fare, vedo però che lei è tranquilla, come se mi stesse aspettando. Mi avvicino e lei delicatamente, mi sbottona il pantalone, abbassa la cerniera e tira fuori il mio cazzo. 18 cm di bontà. Lo prende in bocca subito, senza nemmeno leccarlo prima. Inizia ad andare su e giù con la testa. Ha i capelli corti per questo si vede benissimo il cazzo che le scompare in bocca. Mai ricevuto un pompino così bello, lo lecca come se fosse un gelato e poi lo prende in bocca e si muove come una dea. Sto scoppiando, quando la allontano, devo prendere tempo se non voglio sborrarle subito in bocca. Allora mi chino a ricambiarle il favore, cioè le lecco la figa. Introduco la lingua prima e le dita poi. Le metto un dito nel bel culetto, che provvedevo a lubrificare. Lei stesa sul letto godeva come una troia. Poi mi sono alzato sul letto ed ho iniziato a chiavarmela nella posizione del missionario. Poi l’ho fatta girare, e me la sono chiavata a pecora, continuando ad infilarle un dito in culo. Ad un certo punto ho puntato il cazzo sul buco del culo e visto che a lei piaceva glielo ho messo dentro al culetto. Gemeva ed ansimava come una troia e mi pregava: scopami, scopami, scopami di culo. Quando stavo per arrivare mi sono avvicinato verso la bocca e le ho sborrato in bocca e sulla faccia, leccava tutto, mi sembrava infoiata, non aveva difficoltà ad ingoiare la sborra. Assicuro che dal mio cazzo esce sempre quasi un quarto di litro di sborra e quando mi sono chiavato mia zia, erano tre giorni che non scopavo. Dopo ci siamo distesi sul letto a riposare, lei si rilassava continuando a tenere il mio cazzo in bocca. Fino a quando ha chiamato il suo compagno, stava per venire a trovarla. Ci siamo alzati rivestiti… Mi ha sussurrato che al suo compagno a stento si alza e che dovrò essere disponibile ogni volta che vorra farsi “una sana scopata”.

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22/01/2017 16:22

Lisa

Un altro con la fantasia malata, ma grazie di avermi fatto ridere!!

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