• Pubblicata il:
  • Autore: Gabrigaga
  • Categoria: Racconti lesbo
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UNA VACANZA LESBICA - parte 2

UNA VACANZA LESBICA - parte 2 Io ho iniziato a tremare ed ho avuto un primo violento orgasmo. Sempre direttamente con la lingua, Katia ha spalancato anche le grandi labbra insalivando la vagina. Non posso dirvi quanto mi sentissi in estasi. Ero completamente priva di volontà, lasciavo che accadesse quel che doveva accadere, senza pensare. Volevo urlare di piacere, ma lei mi diceva di non fare troppo rumore. Poi è risalita verso il mio seno, ricominciando a leccarlo ed a succhiare e mordere i miei capezzoli. Con le mani, invece, continuava a masturbarmi. Una, due dita in fica ed una poi due dita nell'ano. Ormai non riuscivo più a parlare. Il mio corpo sussultava e vibrava. La mia bocca emetteva lamenti e suoni strani. Nella mia vita, non avevo mai provato piaceri così intensi. Ho sentito che non potevo più trattenermi, tutti i miei muscoli erano completamente tesi... ho gemuto, anzi no, ho gridato per un orgasmo ancora più potente! Quando Katia mi ha tappato la bocca, ormai era troppo tardi. Anche se le grida si erano mescolate alla musica che proveniva dal balcone aperto, qualcuno ha bussato sui muri della nostra camera. Ci siamo messe a ridere, e lei si è concessa un po' di pausa. La luce della luna illuminava ancora i nostri corpi nudi e toccava a me fare la mia parte. Cercando di fare del mio meglio, con le mie labbra ho baciato le sue, scivolando dolcemente sul collo mentre le massaggiavo la pelle morbida della schiena e del sedere. Con la lingua, ho raggiunto le sue grosse tette ed ho succhiato e mordicchiato i suoi capezzoloni, copiando in modo più imbranato ciò che aveva fatto lei. Nonostante la mia inesperienza, Katia ansimava e sembrava godere delle mie coccole. Intanto, con una mano ero arrivata alla sua fica e le avevo infilato timidamente un dito muovendolo a cerchio. Volevo intercettare il punto G e farla venire. - Gabri, non avere fretta... prima usa la lingua sul clitoride e poi prosegui non con una, ma con almeno due-tre dita... Come se non avessi mai fatto altro nella mia vita, mi sono chinata sulla sua vulva, baciandola e leccandola centimetro dopo centimetro. Ho indugiato sul clitoride e poi sono passata alla vagina, assaporando il suo gusto dolce e delizioso. Lei mi teneva la testa, gemeva piano e respirava sempre più velocemente. Dopo qualche minuto, l'ho penetrata con due, poi tre dita in fica, spingendo ritmicamente dentro e fuori, e ripetendo il movimento rotatorio per stimolare il punto G. Forse ci sono riuscita, forse no, ma Katia ha inarcato il bacino vibrando ed è esplosa in un grido che non aveva nulla da invidiare al mio. Inutile dire che i vicini di camera hanno bussato di nuovo e che noi ci siamo rimesse a ridere. FINE

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