IL MAESTRO SADO-MASO – parte 1 - Piacenza

*********, la mia giovane cliente, stava ancora in ginocchio davanti a me. Dopo qualche colpo di frusta, con le mani legate dietro la schiena, aveva appena finito di farmi un pompino, sputare la sborra sul pavimento e si lamentava piagnucolando. Ma il mio cazzo ancora gocciolante mirava proprio alla sua bocca. - Puliscilo con la lingua e ingoia, cagna! Lei ha esitato, poi finalmente l'ha leccato... però quasi solo sulla cappella. - No, non così... devi leccarlo tutto! Le ho tirato indietro la testa in modo da poter guardare il suo viso da bambolina sul mio uccello. Poi, prendendola di sorpresa, le ho premuto una mano sulla nuca, spingendola in avanti finché la bocca non ha colpito il mio pube e il mio cazzo fiappo le ha colpito la gola facendola tossire. Dopo di che l'ho fatta sedere davanti al PC, facendo partire un pornazzo che avevo scaricato da internet. C'erano una ragazza stesa su un tavolo. I suoi capelli erano sporchi e sudati, la sua figa era fradicia e rossa, e schizzata da un mucchio di sborra anche all'esterno. I suoi occhi erano chiusi e un tizio nudo, cazzuto e mascherato, la osservava con un frustino per cavalli in mano. Doveva averla fottuta per almeno un'ora col manico del frustino e col suo manico di carne. Ha inclinato la testa della ragazza afferrando i capelli sudati e l'ha tirata verso il suo cazzo. Le ha sollevato il mento e l'ha obbligata a leccare i rimasugli di sperma che gli erano rimasti sull'uccello, come avevo fatto io. Lei ha leccato il liquido disgustoso sputandolo sul pavimento. Dopo che il cazzo era pulito,  come accadeva a noi nella realtà. Ho spento il computer e l'ho tirata per i capelli. - Ti piace piccola troia? Conosco questo video a memoria, e adesso il resto lo facciamo noi due, qui, dal vivo... L'ho trascinata al posto di prima e ho spinto la sua testa sul pavimento. Con un piede appoggiato sulla sua nuca, le ho spalmato la faccia su tutta la parte sporca di sperma e saliva. - Smetti di piangere e ripulisci questa schifezza! Le ho slegato le mani e ********* si è messa a quattro zampe per leccare il pavimento come un cane. Era già la seconda volta che veniva da me per farsi sottomettere, ma non riusciva mai a lasciarsi andare veramente e mi faceva sempre incazzare. Ho dovuto interrompere il trattamento e rinchiuderla in una piccola gabbia di legno per mezz'ora. Lei continuava a singhiozzare e si stava facendo tardi, allora ho pensato di dover essere ancora più sadico. - Senti piccola schiava di merda, non ho nessuna intenzione di passare tutta la notte con te.  CONTINUA

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