Quasi corna?

Sono Alessandro da Pavia. Vorrei raccontare la mia storia di “quasi corna”, almeno credo. Da qualche tempo litigavo con mia moglie, causa una sua sorella separata, dedicava più tempo a lei che a me, arrivando al punto di dormire in letti diversi. Dopo tre mesi eravamo come separati in casa, lavoro, faccende domestiche, cena e a dormire ognuno per conto suo. Il matrimonio chiaramente era al limite della separazione. Una sera lei rientrò con un forte ritardo, non realizzai subito, ma qualcosa mi diceva di stare attento. Qualche SMS di troppo al suo cellulare, e magari usciva per andare al lavoro più profumata di sempre. Decisi di prendere un pomeriggio di permesso e mi recai al suo posto di lavoro alla chiusura. Aspettati dietro una siepe, la vidi uscire con un tipo parlando fitti, molto vicini, lui la afferrò per un braccio e lei addirittura si appoggiò sulla spalla. Iniziai a sentire freddo…si avvicinarono alla sua macchina, la vidi che lo guardava fisso negli occhi e scuoteva la testa per dire no. Sicuramente lui le chiedeva di stare da soli in intimità. Poi si abbracciarono e si baciarono. Mi prese un colpo, morivo, lei montò in macchina e si allontanò. La mia era parcheggiata presso un distributore nella zona, vidi che lei si dirigeva là a fare rifornimento, l’avrebbe vista. Infatti, si sporse per strada, guardando se fossi nella zona, sensibilmente agitata. Attesi a lungo, quando fui certo che lei fosse via, uscì da dietro la siepe e feci rientro a casa. La trovai nervosa non osava guardarmi, non che prima lo facesse. Io con calma feci la doccia, mi cambiai e andai in cucina per prepararmi un sandwich. Con mia sorpresa parlò per la seconda volta in tre mesi, ti preparo io i sandwich? La guardai come se avessi visto un marziano, scoppiai di botto, non resistetti. No! Preparali al tuo amico stronza! Buttai in aria tutto e mi sedetti in salotto. La sentivo singhiozzare, ma non mi fece certo desistere dal mio incazzo. Non chiesi spiegazioni, ero troppo adirato, mi recai sul balcone e cercai di calmarmi. La sentì entrare e chiamarmi, ti spiego tutto, per favore rientra. Per dieci minuti buoni la mandai a quel paese, poi entrai e cercai di calmarmi per non prenderla a schiaffi. Ci hai visto vero? Si! Guarda è tutto li, non è successo nulla te lo giuro, solo quello che hai visto. Cosa ti ha chiesto prima di salire in macchina? Abbassò la testa, mi ha chiesto se passavo la sera con lui, ma hai visto che ho rifiutato, non sono certo pronta per questo, e di certo anche se siamo così da tre mesi tu non lo meriti. Vi siete baciati! Sì, ma ripeto che è stato il primo e unico. In ufficio è gentile ma nulla di più, io mi sento tanto sola e ho ceduto alle sue insistenze. Tanto sola? Ma che cazzo dici? Sei tu che pensi più a tua sorella che a me! Che i problemi se li risolva lei con il marito! Imprecai e ritornai sul balcone. Mi rilassai un poco, rientrai, lei era seduta sul divano. Passando vicino mi prese per la mano, aspetta, vieni. Non con poca riluttanza mi avvicinai e mi fermai di fronte. Era all’altezza del cazzo, che le avrei volentieri ficcato in bocca. Ma già, a lei non piaceva, in 6 anni forse me lo aveva baciato, e non succhiato, per due volte. Pensavo che forse a lui lo avesse succhiato e la rabbia aumentava. Ho sbagliato tante cose con te, come anche tu con me, la colpa maggiore è la mia, pensando a mia sorella ho abbandonato te e ho cercato conforto in un altro uomo perdonami! Mi prese l’altro braccio e timidamente mi tirò a se. La lasciai fare, mi avvicinai a un centimetro dal suo viso, mi baciò sulla tuta all’altezza giusta, uno, due, tre baci. Le sue mani presero il laccio della tuta, lo sciolsero e la tirarono giù, io non indosso mai slip a casa, così il cazzo le sfiorò il viso, lo prese in mano e lo baciò con calma. Dopo tre mesi di astinenza si gonfiò in un secondo, prepotentemente, dritto, pronto per essere ingoiato. Come se sentisse i miei pensieri iniziò a leccarlo, con una mano mi accarezzava le palle e con l’altra gestiva il cazzo ormai completamente duro e pronto. Le sue labbra iniziarono a baciarne la cappella, la inumidivano, le leccate sempre più sicure e decise, aprì la bocca e lo ingoiò completamente. Le presi il capo e con dolcezza lo spinsi, avrei voluto spingerlo con forza, ma non mi feci sopraffare dalla rabbia. Con mia meraviglia lo ingoiò completamente, le toccava il fondo del palato, ma riuscì a completare il suo pompino e a prendersi tutto il mio succo senza fare una piega. Deglutendo alzò gli occhi e mi chiese se fosse stata brava. Si sei stata brava, proprio un gran pompino come ho sempre desiderato, ma dimmi una cosa, come fai ad esser così brava se a me non l’hai mai fatto? Ti ha insegnato lui? Mi aspettavo queste parole, ti ripeto che non ho mai fatto nulla con nessuno, solo quel bacio disgraziato, credimi! Il fatto è che da tempo avevo deciso di farlo, ho letto in internet consigli su come fare, e poi..beh..ho visto film porno di nascosto, volevo farti una sorpresa, ma poi è successo quel che è successo. Appoggiò il viso sul mio ventre tenendo il cazzo vicino alla bocca e sentendone il suo odore. Mi inginocchiai e la baciai dolcemente. Solo allora mi resi conto che aveva la bocca ancora piena del mio succo, ma non mi importava nulla, lo assaggiai anch’io con lei. Un’improvvisa voglia della sua fica, del suo sapore, del suo profumo mi assalì, le stracciai il perizoma, le aprì le gambe e mi tuffai a leccargliela. Era dolce, bagnata oltremodo, assaggiai e deglutì i suoi umori. Con dei profondi sospiri mi prese la testa e mi guidò, leccai senza fermarmi sino a sentirla gemere e godere. Mi rilassai sulla fica sentendone i suoi profumi. Mi sollevai e la baciai scambiando il suo sapore. La presi in braccio e la portai in camera, non persi tempo e le infilai il cazzo nuovamente in bocca. Senza fare una piega aprì la bocca e riprese un dolce pompino facendomelo rizzare in un attimo, le leccai a fondo la fica e la scopai con forza. Mi strinse forte, e iniziò a parlare dicendomi tutte le parolacce che io avevo sempre desiderato, venne nuovamente stritolandomi tra le sue gambe. Feci per continuare ma lei mi fermò, vai in bagno e prendi l’olio dei massaggi, speravo intendesse proprio quello. Come rientrai in camera lei era già alla pecorina, il suo splendido culo pronto per essere inculato. La leccai, lubrificai abbondantemente il culo infilando prima uno e poi due dita, una bella dose anche sul cazzo e lo appoggiai nel dolce buchino. La voglia era di incularla con forza, con cattiveria, riuscì a frenarmi e spinsi dolcemente. Entrò pian piano, mi fermavo, lei si adattava e poi mi pregava di continuare. Lo spinsi tutto, per la prima volta il cazzo era completamente nel suo culo. Iniziai a muovermi dentro di lei tenendola ben ferma alla vita, gemendo iniziò a muoversi anche lei favorendo la penetrazione. La sua mano indagò la situazione nel suo culo, trovò il cazzo completamente dentro, quello che volevo amore! Così dicendo si piegò di più sul cuscino sollevando il sedere e spingendo. Mi piegai su di lei, la presi alle spalle e spinsi sempre più forte con colpi che la facevano gridare dal dolore. Mi fermai, continua amore, non fermarti, sbattimi sempre più forte. Non me lo feci certo ripetere, affondai sempre di più aprendola tutta. Venni dentro il suo culo per la prima volta. Rimanemmo abbracciati, poi mi sfilai da lei e la strinsi forte. Voglio scoparti cosi ogni sera! Si! D’ora in poi i miei pompini non ti mancheranno, con ingoio sia chiaro! Il culo mi fa male ma mi è piaciuto, mi son sentita tua completamente, io sono tua, lo son sempre stata. Dopo cena si ripeté tutta la scena descritta sopra, con la variante che io le chiesi se potevo dire parolacce, lei non fece una piega, anzi mi invitò a sfogarmi anche verbalmente. La scopata, la leccata, pompino e inculata finale furono l’apoteosi della giornata.

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18/11/2013 22:23

davide

ottimo racconto e sicuramente le ha fatto scuola l'amante. Sempre così, in casa col marito verginelle pudiche, con l'amante troione scatenate. Okkio perché quando diventano brave col sesso col marito poi diventano sempre più troie fuori...auguri

16/11/2013 04:26

bip

Deve aver avuto proprio un ottimo maestro per imparare a fare dei bocchini con ingoio cosi bene

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