• Pubblicata il:
  • Autore: EMMA FLORIS
  • Categoria: Racconti orge
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UNA MATTINA DEL CAZZO – parte uno

Ore 9.30, domenica mattina. Mi sono svegliata perchè qualcuno mi legava una benda sugli occhi. Aprii la bocca per gridare, ma fui bruscamente zittita con una mano. Poi sentii delle labbra sfiorarmi l'orecchio.
- Taci e andrà tutto bene...
Disse una voce che conoscevo bene. Mi rilassai e stetti al gioco.
- Mmmmmh... Chi è lei? Cosa sta facendo? Mmmmmmh...
Percepivo il suo respiro avvinazzato e sapevo bene che era Milo, il mio eterno fidanzato, del resto l'unico che possedeva una copia delle chiavi di casa.
Mi prese le mani e le trascinò sopra la mia testa. Si mise a cavalcioni e sentii chiaramente il suo pene, già rigido, strofinare la mia pancia. Provai a muovere le braccia, ma lui le teneva strette e questo mi accese ancora di più. Sapeva che mi piace così. Mi ammanettò entrambe le mani alla spalliera del letto e si spostò. Non si era mai spinto fino a tanto, così mi sono venuti i brividi lungo la schiena.
Mi accarezzò il viso e si fermò indugiando sul mio seno piccolo e puntuto. Pizzicò con forza i capezzoli eretti e io inarcai la schiena. Notando la mia reazione, continuò a insistere pizzicandomi e mordendomi fino a farmi male.
Poi si chinò per succhiare le tette come una pompa idrovora, prendendomi alla sprovvista e facendomi mugugnare di soddisfazione. Sali più in alto e le sue labbra si attaccarono alle mie, facendomi tacere tra un bacio e l'altro. Disse:
- Mi dispiace, non posso farci niente... sei così bella...
Quando fu convinto che sarei rimasta in silenzio, scatenò baci osceni su tutto il mio corpo. Si spostò verso il basso e, quando raggiunse l'ombelico, lo leccò e proseguì direttamente sulle cosce.
Mi teneva fermamente le gambe, quindi tutto ciò che potevo fare era scuotere il bacino... ma preferivo stare tranquilla e assaporare il piacere. Sentii le sue dita ravanare tra i peli e raggiungere le labbra della vagina già dischiuse.
Ero rilassata, ma poi mi accorsi che a toccarmi c'era un nuovo paio di mani che mi sciolsero le manette. Iniziai a protestare quando altre due dita premettero contro la mia figa. Sentivo Milo ridacchiare, ma la seconda risata, che sembrava pure familiare, non riuscivo a metterla a fuoco.
Adesso c'era una nuova persona dietro di me, sicuramente nuda perchè avvertivo un altro cazzo duro sfregarmi contro la schiena. Ma chi poteva essere?
Fu allora che un nuovo alito caldo sospirò contro il mio orecchio.
- Hai mai fatto sesso con due uomini nello stesso tempo, amore?
Il forte accento siculo lo tradì.
- Sei... sei Enzo?
Ha riso ancora...
- Spero non ti dispiaccia se mi unisco a voi, non ho potuto resistere...
Sono arrossita. Lui cominciò a massaggiare il pene sulle natiche.

CONTINUA

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