TURISMO SESSUALE A ROVESCIO – 6^ parte – Isola di Zanzibar (Tanzania)

Quando l'amico se n'è andato, Rolando mi ha portato in un posto strano, una specie di disco pub all'aperto, dove ragazzi e ragazze si scopavano in bella vista. Ci siamo seduti a un tavolo e abbiamo ordinato un drink super alcolico. Lui ha sbottonato i suoi bermuda, ha tirato fuori il cazzo e mi ha preso la mano. A un certo punto ero così eccitata che gli ho detto di andare da qualche parte per scoparmi.
- Facciamo qui...
Ha detto mentre ravanava sotto la mia gonna. 
- Ma c'è un sacco di gente qui... 
- Non ti eccita essere vista?
L'idea mi tentava un casino, ma avevo ancora bisogno di un po' di coraggio. Il fatto che non avessimo le mutande facilitava le cose stessimo indossando lingerie e che ero così esposto mi ha fatto sempre bagnare. Mi ha messo sulle sue gambe, di spalle, e quando ho sentito il suo cazzo vicino alla fica ho chiuso gli occhi e l'ho lasciato entrare tutto. Mentre mi muovevo lentamente per evitare sospetti, ho notato due turisti tedeschi anziani che ci osservavano. Ho sorriso come se non stesse accadendo nulla, ma quando ho guardato in basso ho notato che anche il tedesco aveva l'uccello di fuori e stava palpeggiando le tettone della sua donna. Avrei voluto spostarmi in un luogo più appartato, ma cominciavo a godere e non volevo sfilarmi da quel bel cazzo durissimo, così ho fatto finta di ballare con le braccia a ritmo di musica, per nascondere il mio smorza candela clandestino. Tuttavia le mie mosse sono diventate sempre più veloci ed evidenti, i sospiri anche, finchè non sono venuta una-due volte in rapida successione e ho gridato come una capra africana.
Subito dopo anche lui ha goduto inondandomi di sperma caldo. Ho passato un po' di tempo in questa posizione sentendo il cazzo pulsare dentro di me. Poi all'improvviso ho pensato: “E adesso? Come faccio ad andare in bagnoi?". Sono scesa dalle sue gambe e mi sono ficcata una mano sotto la gnocca per non far colare la sborra. Ho detto a Rolando:
- Vai al bagno e prendi della carta igienica... mooolta carta igienica!
E' tornato con un due striminziti tovagliolini di carta, dicendo che non c'era carta igienica nel bagno in quel sudicio disco pub. Ero disperata. Tutto quel che pensavo era che, se avessi camminato, tutti avrebbero visto lo sperma colare sulle mie gambe. Allora ho avuto un'idea: mi sono appoggiata coi gomiti sul tavolo e mi sono seduta col culo che sporgeva dalla sedia. Ho fatto qualche contrazione con la pancia e ho sentito che stava uscendo tutto sull'erba. Non potevo credere che io stessi facendo questo, tanto più che mi è scappata anche una bella pisciata, ma il fatto che lo stavo facendo come una maiala mi eccitava enormemente e per un attimo ho pensato di fare il bis.
Peccato che, dopo aver osservato tutto e magari preso appunti, i due tedeschi abbiano cominciato ad applaudire fragorosamente. Sono diventata viola per la vergogna e ho trascinato Rolando fuori dal locale. Io piangevo e lo stronzo rideva come un matto. Così gli ho dato una borsettata in faccia e sono tornata in hotel con un taxi. Il giorno dopo ho fatto la valigia, ho pagato la mia quota dell'albergo, ho prenotato un volo per Milano e sono partita la notte stessa, lasciando la mia amica a finire la vacanza.
'Fanculo Rolando e 'fanculo Zanzibar!

FINE

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